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Le morti più strane della musica classica

Un po' di weird gossip, un po' di ottima musica

Come si muore in genere? Tendenzialmente si spera di vecchiaia in un letto circondati da persone gradevoli, o magari dopo la migliore cena…o altro… della nostra vita.
Questo per quel che riguarda noi comuni mortali, ma se si tratta dell’ultimo respiro di personaggi per noi remoti,  molto famosi o storicamente rilevanti, che magari ammiriamo, allora tendiamo ad aspettarci dipartite non proprio convenzionali e fuori dall’ordinario.
Nel mio caso, coltivo un discreto pallino per i compositori di musica classica. E scartabellando tra una biografia polverosa e l’altra, tra uno spartito e una partitura, si può incappare in notizie quanto mai morbosette.
Ricordare queste morti peculiari può diventare anche un modo per celebrare i relativi musicisti che hanno fatte cose molto interessanti (oltre che morire si intende). 
(Consiglio: se avete le cuffie attenzione al volume, e l'ultima frase in grassetto di ogni brano è cliccabile)

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Alessandro Stradella 1643 – 1682

Quando si dice essere nati con la camicia. Proveniente da una famiglia nobile, graziato da un talento compositivo formidabile, al momento della morte contava concerti grossi, opere, sonate da chiesa in quantità. Non gli mancava nemmeno un grande successo con le donne, riscuotendo scandalose conquiste in tutte le città d’Italia in cui viaggiava. Ed ecco la fregatura. Alla tenera età di 38 anni venne assassinato in Piazza Banchi a Genova, assai probabilmente su mandato di un nobile Genovese che sospettava un intrallazzo tra la sorella e il compositore (che in teoria avrebbe dovuto limitarsi a insegnarle musica).  Ottima musica, senz’altro.

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