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Dario Argento incontra Dylan Dog: i misteri del BDSM

L'indagatore dell'incubo incontra il maestro dell'horror, al lavoro con un'inedita e agghiacciante storia a tema erotico. Cosa sappiamo delle pratiche di dominazione sessuale?

Il sogno proibito di moltissimi amanti del cinema horror italiano anni 80' e degli affezionatissimi fan di Dylan Dog (passioni spesso combacianti) si è finalmente avverato. Il 28 luglio appena trascorso, nelle edicole di tutta Italia, è uscito l'ultimo numero della nota testata Bonelli con la collaborazione ai testi proprio del maestro Dario Argento, icona di un cinema troppo presto dimenticato.

Se i disegni di Corrado Roi non potevano che essere una dolce certezza per gli appassionati, Argento è riuscito a soddisfare largamente le aspettative, regalando una storia dura e interessante, stracciando ogni più roseo pronostico. La storia, tesissima fino alle ultime pagine, ruota intorno ad una pratica ancora per certi versi misteriosa, oscura, simbolo delle passioni più controverse: il BDSM, le pratiche di dominazione sessuale.

Cerchiamo dunque di svelare alcuni di tali misteriosi aspetti, che tanto hanno affascinato i lettori italiani nelle ultime pagine Bonelli.


Freud e il BDSM

La domanda, forse la più banale, che le persone si pongono riguarda certamente il "come" tali passioni nascano e prosperino negli appassionati. Per una spiegazione adeguata, è necessaria una leggerissima infarinatura di psicoanalisi. Sigmund Freud analizzò dettagliatamente i concetti di eros e thanatos, ossia due differenti impulsi all'interno dell'essere umano: uno, l'eros, rappresenta l'impulso alla vita, mentre l'altra, thanatos, raffigura l'impulso alla morte, all'autodistruzione. Esse coesistono all'interno di ogni individuo, bilanciando costantemente i suoi desideri e il suo agire.

La pratica del BDSM è una interessantissima prospettiva. Come è facile intuire, l'impulso alla morte e quello alla vita sono legati più che mai nella sua realizzazione, un abbraccio in cui, infine, il thanatos sembra prendere il sopravvento. Mentre il desiderio sessuale del master (dominatore) sembra trovare il suo fuoco nella sottomissione e nell'oppressione dell'individuo, paradossalmente è proprio nel sottomesso, lo slave, che l'impulso distruttivo (e autodistruttivo) è predominante. Le vittime di dominazione traggono piacere dallo peso stesso che il partner esercita su di loro, piacere che nasce dalla situazione di inferiorità in cui si trovano. L'estrema sottomissione, con la conseguente perdita apparente di ogni responsabilità, accresce maggiormente il piacere sessuale, talmente forte da essere nella maggior parte dei casi addirittura sufficiente per il raggiungimento del piacere completo.


Eros e Thanatos

E' innegabile, il consueto accostamento di tali pratiche alla violenza sconsiderata non può non suscitare all'istante una sorta di avversione, soprattutto nei lettori con le vedute meno ampie e più suscettibili. Ma se le atmosfere cupe e le trame della storia sono riuscite a saziare la sete di horror puro degli appassionati, altrettanto è riuscito a fare dal lato psicologico l'accurata scrittura dei personaggi. Dario Argento non si limita a strumentalizzare le perversioni sadiche per una reazione immediata, ma anzi le inserisce in un contesto verosimile. Non trascura nulla, nè la natura profondamente perversa e violenta dei personaggi, nè la sua controparte fondamentale, l'amore.

Ancora una volta, il genio creativo mette tutti d'accordo. Alla dilagante violenza del thanatos, Argento non dimentica ed anzi sottolinea l'esistenza dell'eros. Beatrix, il protagonista femminile della storia, è al tempo stesso amore carnale, da sottomettere e nutrire giorno dopo giorno, e amore sincero, spirituale, quasi platonico. L'incarnazione stessa dell'amore che, nonostante possa essere definito malato o irrazionale, è pur sempre sincero, verissimo amore.

Testi di Lorenzo Di Salvatore (Ecce Ovo)

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