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Son of Zorn: He-Man è tornato, ma per poco

Tra show cancellati, mostri leggendari e perizomi

Dai tempi di Firefly, ma anche prima con svariati manga e anime, c'è una cosa che mi fa infuriare particolarmente: la cancellazione di una serie senza una ragione apparente.
Ci sono mille show (e non solo) che esistono e resistono nei secoli e nessuno capisce perché, mentre altri che potenzialmente potrebbero sopravvivere sia in termini di risorse sia di audience, che invece vengono brutalmente mutilati.
Sicuramente ci sono tanti motivi che possono sopraggiungere, come divergenze artistiche tra gli addetti ai lavori o defezioni di qualche membro del cast, ma di fatto, per quanto cerchi di comprendere (e a volte capisco anche!) mi arrabbio lo stesso.
Di recente mi è capitato di vedere una sit-com con un potenziale incredibile, che purtroppo non vedrà mai, o almeno per il momento, una seconda stagione.
Mi riferisco a Son of Zorn, geniale frutto del lavoro degli showrunner Reed Agnew e Eli Jorné, già produttori della strampalata serie Wilfred.
Ma vediamo cosa c'è di tanto speciale in questo gioiellino.
Zorn è un padre assente, immerso nel suo mondo, incapace di allacciare una relazione stabile con suo figlio adolescente, perché troppo impegnato a occuparsi dei propri affari; affari che un tempo avevano fatto perdere la testa alla moglie Edie (Cheryl Hines), ma ormai causa di una separazione inevitabile.
La sua poca presenza non è l'unico problema, Zorn è infatti un uomo dal carattere burrascoso, irascibile, dalla violenza facile, poco propenso al dialogo e visibilmente incapace di adattarsi alla quotidianità. Per questa ragione, Edie ha trovato in Craig Ross (Tim Meadows), un insegnante di psicologia per corrispondenza, l'uomo con cui condividere il resto della vita e con cui crescere Alan (Johnny Pemberton), il figlio adolescente di Zorn. 
Premesso tutto questo, che differenza ci sarà mai con un teen drama o una sit-com di qualsiasi genere?
La differenza la fa Zorn, perché il suo personaggio si inserisce in un contesto realistico, quando lui (insieme a tutto ciò che lo circonda) invece non è altro che un'animazione.  Il fatto che finzione e realtà convivano senza alcun tipo di problema ha già un effetto esilarante, ma diventa ancora più divertente perché lo stile con cui viene rappresentato il protagonista richiama inequivocabilmente quello di He-Man e i dominatori dell'universo



Zorn è il re in perizoma di Zephyria, un'isola situata da qualche parte nel Sud del Pacifico, sulla quale combatte battaglie con il suo esercito ed è l'eroe di tutti.  Ogni cosa che provenga da questa terra fantastica (anche se appunto, accettata come parte vera e integrante della realtà) è disegnata e animata come lui.
Nel momento in cui per esempio regalerà una sorta di falco formato gigante al figlio per fargli capire quanto tiene a lui e quanto sia in suo diritto poter muoversi liberamente in California su un mezzo proprio, l'animale comparirà raffigurato proprio nello stile di Zorn e allo stesso modo ogni animaletto, cianfrusaglia, ricordo o arma originari di Zephyria.



Lo show è accattivante fin dal primo momento per la sua struttura visiva naturalmente, ma lo è ancor di più grazie alla voce di Zorn, doppiato dal comico del Saturday Night Live Jason Sudeikis.
Tuttavia Son of Zorn non è solo una sit-com buffa e atipica, parte da un'idea divertente, ma è sceneggiato e recitato anche meglio. 
I temi che man mano emergono durante i 13 episodi, pur inframmezzati da siparietti ridicoli e con un'apparente dose di leggerezza, sono attuali e piuttosto seri. 
Per esempio lo scontroso e impacciato figlio di Zorn, il cui nome per intero è Alangulon (vi do un attimo per ridere) è un timido adolescente vegetariano, vittima di bullismo e in difficoltà nell'accettare sia suo padre sia il suo corpo. 
Ma ci sono tantissimi altri spunti di riflessione, come la diversità e la difficoltà di accettare il diverso, l'adattarsi alla vita quotidiana e trovare un impiego, il conciliare sogni e realtà, amore e doveri.
Insomma, nonostante tutto questo, non avremo una seconda stagione. 
Vi consiglio però di recuperarla, è stata tradotta e doppiata piuttosto bene anche in italiano e mandata in onda su Fox Animation, sebbene la voce di Sudeikis in originale faccia un po' la differenza.
Fatemi sapere se condividete la rabbia per la chiusura dello show o se invece preferite che sia andata così!

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