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Suburbia - Immagina e costruisci la tua città ideale

Un SimCity formato boardgame

Quando nel 2012 la casa editrice Lookout Games ha rilasciato la prima edizione di Suburbia, a molti giocatori è probabilmente tornato in mente il celebre videogame SimCity. In effetti, molti sono i paralleli che si possono fare tra i due titoli. Anzitutto, lo scopo della partita: costruire una città che sia il più funzionale possibile, bilanciando l’accumulo di fama del sindaco e la necessità di mantenere qualche dollaro nelle casse cittadine. 

Scendiamo un po’ più nel dettaglio: ogni giocatore parte con un piccolo nucleo cittadino, costituito da tre esagoni che rappresentano una zona industriale, una zona abitativa ed un parco. Ad ogni turno, ciascuno potrà spendere soldi per acquistare nuove zone che potrà posizionare adiacenti a quelle già in suo possesso. 

Le zone acquistabili possono essere attinte da due gruppi di tessere distinti: da un lato ci saranno tre pile di tessere base, copie dei quartieri che costituiscono la dotazione iniziale del giocatore, acquistabili a prezzo fisso e tendenzialmente basso. Dall’altra, c’è il cosiddetto “Mercato Immobiliare” ovvero una serie di sette tessete posizionate scoperte con costi tendenzialmente più alti delle tessere base e un aggravio di costo crescente, a seconda della posizione che queste tessere occupano nella serie. La differenza sostanziale sta nell’effetto delle tessere, dove saranno tendenzialmente più forti ed elaborati quelli dati dal mercato immobiliare. Ad ogni turno, la serie del mercato immobiliare viene rinnovata con l’eliminazione di una tessera e l’inserimento di una nuova, scandendo così l’avanzare della partita ed aprendo nuove e sempre più elaborate possibilità ai giocatori.




Come accennavo, ogni tessera ha un effetto che dipende dalla tipologia di quartiere che rappresenta e che interagisce con le tessere adiacenti e, più raramente, con tutte le tessere del giocatore o degli altri giocatori. La logica è molto simile al già citato SimCity: i residenti del quartiere residenziale non saranno molto felici se sarà costruito vicino alle loro case un aeroporto, mentre potrebbero ringraziare il sindaco per un parco. Queste differenti interazioni si traducono nella variazione di due parametri: soldi e popolazione. I primi influenzano il numero di monete che riceviamo per ciascun turno, aumentando la possibilità di acquistare i quartieri che più ci servono. I secondi rappresentano il numero di punti vittoria che accumuleremo alla fine del turno, andando a far salire il punteggio su un apposito tabellone. Ma attenzione: mantenere il popolo costa, e non tutti vorranno bene al Sindaco: lungo il percorso del tabellone segnapunti ci sono delle barre rosse, ad intervalli sempre più ravvicinati. Quando il segnalino del giocatore supera una di queste barre, perde immediatamente un punto soldi e un punto popolazione.

Concludono il calcolo del punteggio gli obiettivi: quattro sono selezionati a caso e visibili a tutti mentre uno è segreto e a disposizione del singolo giocatore. Si va dal “chi ha più scuole” al “chi ha meno soldi” e così via. Gli obiettivi contribuiscono, al termine della partita, a far avanzare il segnalino sul tabellone dei punti e possono essere determinanti per la vittoria.
Fondamentalmente è tutto qui. La relativa semplicità del regolamento viene messa alla prova dalla realizzazione delle strategie legate ai quartieri che ciascun giocatore costruisce, contribuendo a dare una discreta longevità al gioco. Una certa dose di fortuna all’inizio della partita, quando l’uscita casuale delle tessere del mercato immobiliare influenza la strategia da intraprendere, sarà senza dubbio importante. A questo vanno aggiunti gli obiettivi, selezionati anch’essi a caso, che possono dare qualche grattacapo in più al giocatore, specie se si intestardisce nel tentativo di perseguire un obiettivo che viene già inseguito palesemente da uno o più avversari. 

L’elasticità mentale ed una buona capacità di calcolo, oltre a saper capire quando modificare completamente i propri obiettivi ed a un pizzico di fortuna sono gli elementi necessari per vincere a questo boardgame.
La durata media di 60 minuti a partita lo rende piacevole ed usufruibile sia ad una platea di giocatori esperti che a novizi.
La componentistica è molto minimale: il tabellone segnapunti, un segnalatore per i valori di ricchezza e popolazione per ciascun giocatore, le tessere esagonali che rappresentano i quartieri. Da segnalare, come appendice al regolamento, la stampata in un unico foglio di tutte le tessere quartiere e di tutti gli obiettivi disponibili, che permettono un po’ di sano calcolo anche a chi gioca per la prima volta.

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