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Race for the Galaxy: un universo in un mazzo di carte

Esplora e colonizza lo spazio fino a diventare il migliore!

La conquista dello spazio non è mai stata facile. È necessario scegliere quali pianeti colonizzare, il momento giusto per esplorarli, quali risorse consumare e quali commerciale, il tutto questo in maniera più efficiente rispetto  agli avversari. Race for the Galaxy traduce tutto questo in un gioco di carte.
Lo scopo del gioco è di accumulare Punti Vittoria attraverso la colonizzazione dei pianeti e la costruzione di strutture. Il gioco termina quando, alla fine di un round, un giocatore ha posizionato nella propria area 12 o più carte oppure quando il pool disponibile di Punti Vittoria (variabile in base al numero dei giocatori) è terminato.
Pur non essendo nuovo, è stato infatti realizzato nel 2007, questo gioco ha una serie di caratteristiche che lo rendono un classico senza tempo.
Anzitutto, ogni round vedrà lo svolgimento di una parte delle fasi disponibili, dettata dalle scelte fatte dai ciascun giocatore. Ognuno ha infatti a sua disposizione un mazzo di 7 carte, uguale per tutti: le Carte Azione. Queste sono le carte che rappresentano le varie fasi del round (Esplorazione, Progresso, Colonizzazione, Consumo Risorse e Produzione). All'inizio di ogni round, ciascun giocatore sceglie segretamente e in contemporanea con gli altri una delle proprie Carte Azione e la mette coperta davanti a sé. Quando tutti i giocatori hanno scelto, le carte vengono girate e si svolgeranno solamente le fasi di gioco che sono rappresentate nelle carte selezionate, nell’ordine riportato sulle stesse Carte Azione.
Vediamo le cinque fasi in ordine:
  1. Esplorazione: in questa fase i giocatori pescano delle carte dal mazzo comune, ne scelgono alcune e scartano le altre. Ogni giocatore ha a disposizione due carte esplorazione, che permettono di vedere un diverso numero di carte. 
  2. Progresso: è la fase durante la quale ogni giocatore può piazzare di fronte a se Carte Sviluppo, riconoscibili dall’icona a forma di rombo che circonda il costo di produzione della carta stessa. Per piazzare questa carta il giocatore dovrà scartare dalla propria mano un numero di carte pari al costo richiesto. I giocatori che hanno utilizzato la Carta Azione Progresso avranno uno sconto nel costo.
  3. Colonizzazione: la terza fase permette di piazzare una Carta Pianeta dalla propria mano. Anche qui sarà necessario scartare un numero di carte la propria mano pari al costo del pianeta. Il giocatore che ha utilizzato la carta colonizzazione potrai inoltre pescare una carta dal mazzo.
  4. Consumo Risorse: ogni pianeta produce una risorse tra 4 tipi diversi. In questa fase i giocatori devono utilizzare i poteri delle carte che hanno piazzato precedentemente per consumare le risorse prodotte dai pianeti, guadagnando gettoni Punti Vittoria o carte da pescare dal mazzo. Le risorse vengono rappresentate da carte prese dallo stesso mazzo comune e poste a faccia in giù sotto il pianeta, ma lo vedremo nella prossima fase. Ogni giocatore ha a disposizione due carte Consumo Risorse, una di queste è il commercio, che permette di vendere una risorsa e pescare un numero di carte variabile a seconda del tipo di risorsa scartata.
  5. Produzione: come detto precedentemente, ciascun pianeta produce risorsedi un tipo tra quattro, identificato dal colore riportato sul pianeta produttore. Per produrre risorse, ogni giocatore prende dal mazzo una carta e la infila a faccia in giù sotto il pianeta che produce quella determinata risorsa.
Terminato lo svolgimento delle varie fasi del round i giocatori scartano carte fino ad averne in mano 10, quindi si controlla se una delle condizioni di fine partita è stata raggiunta.



Le particolarità di questo gioco sono molte. 
Salta subito all'occhio l'importanza di scegliere con attenzione quale Carta Azione selezionare a inizio di ciascun round. Prestare attenzione al gioco degli avversari, intuendo le loro mosse permette di aumentare l'efficacia del proprio round. 
Una seconda particolarità è dettata dal fatto che ogni carta può essere piazzata sul tavolo, essere scartata come moneta con cui pagare i costi di posizionamento, oppure posizionata come risorsa. Questo crea molta variabilità: in una partita una carta può diventare il motore delle nostre azioni, ma in quella successiva essere inutile ed essere scartata, ed in una terza finire coperta come risorsa. 
Pur avendo un numero limitato di carte, poco più di un centinaio, è difficile vederle tutte in poche partite.
Un'altra particolarità di questo gioco è l’incredibile abbondanza di simboli. Tutte le regole e le interazioni sono riassunte attraverso simboli sulle carte. L'impatto iniziale è quasi spaventoso, ma bastano un paio di partite per capire la filosofia dei simboli e padroneggiare le carte in maniera completa.
Tutto ciò fa di Race for the Galaxy un gioco semplice ma non banale, con una struttura di round che pur essendo ripetitiva nella meccanica (scegli la carta azione, svolgi tutte le azioni scelte) varia a seconda della situazione, richiedendo una certa attenzione. Lo stesso utilizzo delle carte come moneta per costruire altre carte metterà i giocatore di fronte alla necessità di scegliere quale tra le carte che vorrebbe costruire deve invece scartare. Infine, la struttura a simboli delle carte comporta un certo grado di attenzione per poter sfruttare appieno le interazioni che si generano tra i vari effetti.

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