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Università Invisibile, di Gabriele Bianchi

Intervista

Donald Soffritti all'Università: di supereroi, streghe e paperi jazz

Vi abbiamo già abbondantemente parlato della Sagra dei Fumetti, che si è svolta questa primavera vicino Verona. Il nostro lavoro ci porta in giro per l'Italia a visitare tante di quelle fiere, mostre, esposizioni, eventi e quant'altro che tenere il conto è davvero difficile, ma una volta di più sento il bisogno di insistere su quanto questa fiera in particolare, per metà con fumettosa e per metà sagra della birra, sia stata piacevole: il giusto mix di eventi, bancarelle, spazio calpestabile ed ospiti, l'ideale per, sapete com'è, rilassarsi, cosa che non è sempre possibile in contesti più caotici come Lucca, ad esempio.
Perchè ve ne parlo di nuovo? Perchè fra i tanti protagonisti di quella fiera c'era anche Donald Soffritti, di cui sono un grande fan, e, complice la quantità umana di tempo a disposizione, ho avuto modo di sedermi con lui e farci una bella chiacchierata, più ancora che un'intervista vera e propria. Da tempo ero alla ricerca di una conversazione di questo tipo da ospitare nel mio angolino personale di Orgoglio Nerd, quindi eccola qui!

Gabriele: Ciao Donald, è un piacere chiacchierare con te! Fammi iniziare chiedendoti dell'opera che troneggia sul tuo stand qui alla Sagra dei Fumetti, Alienor: è una novità?

Donald: In realtà no, è un fumetto di qualche anno fa! L'ho portato in fiera perché la casa editrice mi ha venduto un gran numero di copie con un forte sconto, e quindi mi son detto che magari qualcuno riesco a vendermelo per conto mio. E infatti qualcuno l'ho venduto! Il problema è che è in francese...

G: Sì, infatti, l'ho notato! Sembra molto interessante, comunque: io ho fatto studi di storia medievale, e un fumetto su Eleonora di Aquitania non è cosa da tutti i giorni!

D: Eh sì! Lo sceneggiatore ha fatto tre fumetti con tre persone diverse, tutti ambientati nello stesso momento storico: quello su Eleonora, poi uno su Robin Hood e un altro su Riccardo Cuor di Leone. Esiste anche in traduzione italiana, un libro che riunisce entrambi gli albi, l'editore è Comma 22. E' un po' raro, ma si può ordinare online.

G: Tu fai veramente un sacco di cose, anche molto diverse fra di loro. Cosa ti diverte di più fare? Ad esempio, hai collaborato con il Misfatto, del Fatto Quotidiano...

D: Sì, e mi sono divertito molto!

G: Lì eri in veste di autore, o solo disegnatore?

D: Ero solo disegnatore, i testi li scriveva Roberto Corradi, che era il curatore dell'inserto satirico. Lui è un giornalista, si occupa di politica, mi scriveva i testi. Mi sono divertito molto, è stato un anno davvero divertente. Mi piace fare satira, è che non mi occupo molto di politica, quindi da solo faccio fatica. Però non è escluso, avevo un progettino per il personaggio della “strega”...

G: La Santanchè?

D: Esatto, che mi piaceva tantissimo. Ho qualcosa in cantiere per lei, ma non riesco fisicamente a metterci mano! Però ho tempo, finché lei c'è...e secondo me ci sarà sempre, perché le streghe non muoiono mai!

G: Adesso che cosa stai facendo, invece?

D: Ho iniziato una serie di stampe autoprodotte, con la paperizzazione di personaggi famosi del Jazz internazionale, come Charley Parker, Louis Armstrong, Miles Davis...vediamo come andranno!

G: Sì, penso che sia un po' difficile trovare grandi appassionati di Jazz. Mi stavo immaginando la versione paperizzata di Enrico Rava...

D: Infatti, hai ragione, è una cosa un po' di nicchia. Mi stavo dedicando a Bill Evans, sai, per ora ho fatto tre fiati, vorrei accontentare un po' tutti!

G: Noi, in particolare Jacopo [Peretti Cucchi, editore ed “uomo nell'ombra” di Orgoglio Nerd] ed io, ti conosciamo anche per la collaborazione con Fabrica, con cui hai curato la realizzazione delle Live Windows del negozio Benetton di Piazza Duomo...

D: Sì sì, mi è piaciuto tantissimo perché per me è stata una cosa nuova: io sono abituato a fare cose “in piccolino”, e questo mi ha dato l'opportunità di realizzare qualcosa di enorme, di interattivo. E' stato molto stimolante, anche perché a me l'animazione piace moltissimo.

Jacopo: Io ho una curiosità tecnica a proposito di quel lavoro: non mi ero mai occupato di animazione prima, e mi sono trovato nel preventivo l'opzione di includere le ombre, che aveva un costo notevolmente più alto, anche rispetto ad esempio alla colorazione, e mi chiedevo come mai!

D: Perchè le ombre vanno applicate ad ogni frame, non le metti una volta sola...ed è una menata di quelle incredibili, è un lavoro enorme! Esistono dei software per gestire automaticamente la colorazione a tinta piatta, ma le ombre te le devi fare tu.

G: Una domanda che mi piace sempre porre, magari un po' banale ma secondo me sempre importante: mi parli del tuo processo creativo? Come passi dall'idea alla realizzazione? Hai bisogno di essere in una stanza particolare, o di una musica particolare?

D: La parte creativa è il 100%: una volta trovata l'idea, il resto è tecnica. Per trovare un'idea io ho bisogno del silenzio più assoluto, non ascolto musica, radio, basta che squilli il telefono per farmi rispondere male. Ho il mio foglio bianco davanti, butto giù degli spunti, li collego finché la gag non riesce. Il resto è tecnica: una volta che risolvo l'impaginazione, la disposizione delle figure, per me la parte creativa è finita, il resto potrei quasi darlo ad altri.

G: Parliamo di supereroi, raccontami innanzitutto dei Supereroi Decadence: qual è la genesi dell'idea?

D: Nel 2006 c'era il boom dei blog, tutti i disegnatori ne avevano uno, me compreso. A un certo punto, avendo terminato il materiale pronto, mi sono dovuto inventare qualcosa di nuovo, perché ovviamente con un blog senti il bisogno compulsivo di pubblicare qualcosa quasi tutti i giorni. Ho iniziato con i Supereroi Decadence, li ho pubblicati, e gli accessi al blog erano spaventosi, da tutto il mondo! Il mio contatore free contava fino a 3500 accessi, ma io ci arrivavo prima di mezzogiorno! Poi hanno iniziato a linkarmi in giro, addirittura sono arrivato sulla home page del sito della Pravda, sul Telegraph, cose importanti...e io guardavo attonito, il tutto era partito da un'idea di cinque minuti...

G: E a proposito di supereroi, visto che ti sei documentato saprai darmi una risposta geniale. La nostra domanda feticcio che facciamo a tutti: qual è il superpotere che vorresti avere?

D: Il superpotere...in questo momento...la clonazione, vorrei potermi sdoppiare, perché non ce la faccio a fare tutto!

J: Tutti i disegnatori dicono la stessa cosa!

G: Sono varianti sul tema: fermare il tempo, poter non mangiare...

D: A me basterebbe sdoppiarmi, così avrei la possibilità di stare un po' con la famiglia mentre qualcuno lavora al mio posto!

Concludo con un caloroso saluto a Donald, e in onore della nostra condivisa passione per il jazz, la colonna sonora consigliata di oggi è Milestones, del mitico Miles Hawkis...ahem, Davis.

4 novembre 2014, 08:20

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