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Creature mitologiche minori e affini

Una toccata e fuga (molto veloce) tra i mostri di varie culture

Camminatemi vicino e non toccate niente. Dove stiamo andando servirà una certa cautela, soprattutto se vorremo uscirne con tutti i pezzi ancora al loro posto.
Anche tra le creature mostruose esiste ormai una certa gerarchia sociale dovuta alla maggior popolarità di alcuni rispetto ad altri. Molti non hanno nemmeno bisogno di presentazioni, nati dal folklore popolare o dalla penna di qualche brillante autore dalla vivida immaginazione, hanno raggiunto fama internazionale, popolando gli incubi di grandi e piccini.
Altri invece, beh, hanno preferito la penombra e l’oscurità, ambiente decisamente più favorevole per reperire qualcuno, ops, qualcosa da mangiare. 
Minor notorietà non significa minor pericolosità.
Dark Corner Books ha cercato di ridare un po' di riconoscimento a molte creature "minori", che non trovano spazio nell'Olimpo dell'orrido, con delle tavole di qualità che vi ripropongo qui.
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Wendigo e Wechua

Una delle figure più caratteristiche del folklore dei nativi nordamericani è forse proprio il Wendigo. Di sembianze lontanamente umane, la creatura era in origine un uomo macchiatosi di aver infranto il tabù del cannibalismo. La leggenda serviva quindi a esorcizzare timori profondi e a dissuadere da pratiche di consumo di carne umana. È la manifestazione di una fame insaziabile che divora tutto quello che trova sul suo passaggio, e ha assunto valore metaforico per indicare l'inarrestabile sete di conquista del colonialismo anglosassone nei confronti dei nativi. Mentre il Wendigo rappresenta la follia, la crisi e l’allontanamento dalla civiltà e dalla condizione umana verso la bestialità, esiste un altro mito che rappresenta l’altra faccia del tabù. Il Wechuge è di nuovo un essere umano, posseduto da uno spirito animale, che lo rende troppo forte, di una forza sovrumana e brutale, dandogli anche il bisogno di nutrirsi di carne umana. In questo caso però il Wechuge è una manifestazione di potere e forza, che assume dalle sue vittime. L’aumento della forza e la rottura della capacità di autocontrollo sono due aspetti che accomunano in varie culture l'idea del cannibalismo.

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