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Di Star Trek e Brexit

L'intervista a Colm Meaney

Abbiamo incontrato alla StarCon 2017 un Colm Meaney felice di essere in Italia, in parte stupito da quanto Star Trek abbia preso piede anche dalle nostre parti.
Complice del suo entusiasmo forse il fatto che l'attore irlandese era appena stato in una famosa pizzeria, dove si è messo a impastare e spignattare tutto contento. "La miglior pizza che abbia mai mangiato".
Abbiamo chiacchierato di politica, film e naturalmente TNG e DS9.


ON: Hai avuto una carriera estremamente variegata, molti ruoli diversi in produzioni cinematografiche, televisive e teatrali. Ma c’è un ruolo in particolare di cui vai specialmente fiero?

CM: Sì, sono molto affezionato alla trilogia irlandese di Barrytown, basata sui libri di Roddy Doyle. Ho avuto la rara opportunità di poter recitare lo stesso personaggio in tre film diversi, e di solito succede solo nei generi d’azione o di avventura. 
Ma molto spesso sono quei film che non ottengono l’attenzione che si meriterebbero a cui ci si sente più legati.
Nel 2001 ho partecipato al film di un grande regista serbo, Goran Paskaljević, girato poco prima dell’11 settembre: il titolo è How Harry became a tree, è stato prodotto da un italiano, girato in Irlanda con un regista serbo, uno staff serbo e basato su un racconto cinese. Pazzesco! Ma ho amato quel film.
Goran è uno dei più grandi registi europei. Il film è stato presentato al festival di Venezia ed è andato benissimo. Poi ci aspettava il festival del cinema di Toronto,  e sul percorso ci siamo fermati a Parigi, ed è stato proprio quando è successo l’11 settembre. A Venezia in molti erano interessati a occuparsi della distribuzione del film, ma i produttori hanno preferito aspettare Toronto, pensavano che avrebbero avuto delle offerte migliori.
Ma mentre eravamo a Parigi, abbiamo visto in tv le torri venire giù, il festival di Toronto è collassato e così è scomparso anche il film, che non è mai stato distribuito e non ha mai ottenuto riconoscimenti.
È strano come i film per vari motivi possono andare persi.

ON: Visto che sei spesso coinvolto in film legati alla storia dell’Irlanda, ti interessi di politica? Sei preoccupato per la situazione Brexit? Come la state vivendo in Irlanda?

CM: Ah sì mi sono sempre interessato di politica e mi piace discutere e dibattere.
Anche se non ho mai avuto interesse a entrare personalmente in politica, non avrei la pazienza e l’autocontrollo per essere un politico. Una volta ho sentito mia madre dire a mio padre (ho tre fratelli) che si stava lamentando di chissà cosa: “Grazie a dio almeno nessuno di loro è un politico!”.

La Brexit è un disastro, è ridicolo e non capisco perché sia successo. Penso che David Cameron sia stato un idiota ad aver indetto un referendum. Tutto è nato per un battibecco all’interno del suo partito e ha pensato bene “Ok li faccio smettere indicendo questo referendum così sistemeremo le cose” caspita se si sbagliava. E non capisco nemmeno gli Inglesi e i Gallesi (Scozia e Irlanda del Nord hanno votato per restare).
Ho appena finito di girare una serie in dieci parti per la TNT, il canale americano, sul giovane Shakespeare e stavamo girando vicino a Cardiff in Galles (il Galles ha votato in maniera decisa per andarsene). E il Galles è proprio quello che ha beneficiato di più dei fondi europei, più di qualsiasi altra parte della Gran Bretagna!
Gli studios in cui stavamo girando, costruiti 6 o 7  anni fa, sono bellissimi con 5 set diversi in cui registrare. Alla stessa TNT erano molto contenti di aver avuto a disposizione tutto questo con dei costi molto contenuti. 
Ci arrivi in auto e all’ingresso c’è un bel cartello che dice “Pagato con i fondi della UE”.
Costruiti dalla UE con i soldi della UE e questi idioti hanno votato per andarsene. E non contenti, due anni prima hanno pure votato per un governo conservatore.
Il motivo per cui non hanno lavoro, per cui hanno paghe basse e per cui il servizio sanitario e i servizi sociali stanno soffrendo è il governo Tory: è a causa dei tagli fatti dai conservatori.
Li hanno rieletti al governo e poi piangono per la brutta situazione. E secondo loro il modo di uscire da una cattiva situazione e andarsene dalla sola cosa positiva che stava succedendo in Gran Bretagna, l’Unione Europea!
Vai a capirlo! È quasi sconvolgente come la campagna elettorale di Trump.

Ricordo un articolo del Guardian l’anno scorso che proponeva una soluzione molto buona per la Gran Bretagna. Perché mentre la Scozia stava votando per l’indipendenza a loro era stato detto che se avessero lasciato la GB avrebbero dovuto lasciare anche la UE e poi avrebbero dovuto ripresentare la domanda per essere riammessi.
E dopo il referendum sulla Brexit, mentre il dibattito proseguiva sull’articolo 50 e su come uscire dall’Unione, questo tizio se ne è uscito con un’ottima soluzione dicendo “dal momento che la Scozia sarebbe uscita dalla UE se avesse votato per l’indipendenza e visto che l’Inghilterra e il Galles hanno votato per uscire dalla UE, ma Scozia e Irlanda del Nord hanno votato per restare nella UE, la soluzione è che il Galles e l’Inghilterra lascino la Gran Bretagna! Così loro escono dalla UE e Scozia e Nord Irlandese invece possono rimanere. Sarebbe perfetto! [Ride a crepapelle]




ON: Tornando al più idilliaco mondo di Star Trek...Il personaggio di Capo O’Brien in Next Generation non era molto usato, ci sono fior fior di webcomics che parlano proprio di questo. Le cose sono decisamente cambiate in DS9, com’è stato questo passaggio per te?

CM: Non sono mai stato un membro regolare del cast di Next Generation il che voleva dire che non ero in ogni episodio. E questo aveva due risvolti: è vero che non ero sempre presente, ma così ero libero di impegnarmi in altri progetti. Questa è la differenza. Spesso mi hanno proposto di fare di più, il personaggio piaceva e avrebbero voluto sfruttarlo maggiormente. Ma era molto difficile perché c’erano già almeno altri 7 o 8 personaggi principali nella serie e non c’era spazio per sviluppare O’Brien. Poi cominciò DS9 e mi hanno proposto di spostarmi lì per poter cominciare a scrivere seriamente per Miles. E io ero un po’ incerto proprio perché mi piaceva aver lo spazio per muovermi su altri fronti. Ma ho parlato con Rick Berman, uno dei produttori esecutivi, che mi disse “Se vieni da me con le sceneggiature che vuoi fare e siamo d’accordo sul fatto che siano importanti, allora troverò il modo di lasciartele fare”.
E ha fatto così per 7 anni ed è stato fantastico, credo abbia detto di no solo due volte e il motivo per cui mi aveva detto di no non era perché non volesse lasciarmi andare ma perché pensava che non avrei dovuto fare quei film! Perché erano brutti! E in effetti poi mi sono dovuto trovare d’accordo con lui. Ci sono stati degli anni in cui ho potuto girare tre film mentre lavoravamo su DS9. Quando ho recitato in Con Air, giravamo a Las Vegas di notte e poi avevo un volo alle 6:30 per Los Angeles e correvo alla Paramount per lavorare sul set di Star Trek. Avevo il turno di notte in Con Air e il turno di giorno nello spazio.

ON: C’è qualche storia o arco narrativo in particolare che ricordi con più piacere?

CM: Ricordo di essermi sorpreso spesso dal numero delle storie di qualità. C’è un episodio in particolare, in cui in realtà non sono stato molto presente, ma che mi è piaciuto davvero molto: quello dedicato ai senzatetto [Past Tense].
Essere senza casa stava diventando un grosso problema a LA in quegli anni. I senzatetto nell’episodio erano tenuti in grossi campi cintati a downtown Los Angeles e faceva paura, sembravano campi di concentramento. 
E chi era al potere in questa società chiamava le persone nei campi, “gimmies” [da gimmie gimmie, dammi dammi]; eravamo intorno alla metà degli anni ‘90 in cui la destra cercava di compiere tagli al welfare e ai servizi sociali: quindi era davvero rilevante e ho pensato che fosse un’ottima cosa parlare di questo nello show. Ecco dove gli scrittori sono stati veramente brillanti.


ON: A cosa stai lavorando in questo momento?

CM: Fino a ottobre sarò impegnato a Londra in teatro con una produzione di La gatta sul tetto che scotta con Sienna Miller e Jack O’Connell. Ho appena finito di girare la prima stagione di 10 episodi sul giovane Shakespeare Will per la TNT.
Negli ultimi mesi è uscito The Journey su due personaggi chiave della storia dell’Irlanda del Nord ed è appena uscita la commedia Halal Daddy.

Difficile non ripensare alle maniche rimboccate di Chief O'Brien e al suo perenne darsi da fare, per trovarlo magari dopo un turno di lavoro infinito a parlare di politica da Quark.

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