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La collana della fantascienza

Urania: una storia che prosegue da 65 anni

Mi trascino a cercarmi un posticino un po’ appartato tra i vagoni. A fine giornata il treno pendolari puzza di stanchezza e fatica. Per far passare rapidamente la durata del viaggio tiro fuori l’ultimo Urania (in realtà è ormai di qualche mese fa, ho accumulato un bel po’ di arretrati), tanto ormai fuori dal finestrino è troppo buio per poter vedere qualcosa.
Ormai sono diventata campionessa di lettura a spizzichi, rubando un momento di qua e di là divoro romanzi. Se di fantascienza poi, ancora meglio. 
Prima di ributtarmi nella lettura però mi rigiro il volume tra le mani fissando l’iconica copertina col cerchio e l’illustrazione nel mezzo. Ma quanti anni hai Urania? Per quanto ne so esisti da sempre.
Effettivamente ha una certa età, Urania è la più longeva collana di letteratura fantascientifica italiana.
Il primo volume è stato pubblicato nel 1952 e tuttora continua tenace a uscire in edicola. 
Ma non è sempre stata così. Ha attraversato diverse fasi di crescita, cambiando look e dimensioni.
Nata con un grosso cerchio rosso in copertina, lo perde nel 1996, quando viene rinnovata la grafica dei volumi, in favore di un’illustrazione a piena pagina, rimpicciolendo il suo formato (da 190X130 a 175X104) e cambiando anche il logo.
Questo è anche il momento in cui non ci sarà più un illustratore fisso a occuparsi delle copertine, a cui subentrerà una lunga serie di artisti diversi (Chiconi soprattutto, o Rosestolato per fare alcuni esempi).
È un anno importante per Urania, che si conquista uno spazio più nobilitante, sbarcando anche in libreria (anche se per solo un paio d’anni) ma non le si permette di dimenticare che non si tratta di “libri veri”: infatti non avrà il diritto di avere un codice ISBN (International Standard Book Number), che contraddistingue i libri, ma avrà un codice identificativo come altro tipo di merce.


Per il rinnovamento grafico successivo si deve attendere il numero 1387, con il codice a barre in copertina e un nuovo logo più sobrio del precedente.
Questi cambiamenti grafici però, non ottengono il successo sperato tra il pubblico, anzi fanno perdere visibilità ai volumi in edicola. Le vendite diminuiscono, si perdono lettori e non se ne conquistano di nuovi.
Fa capolino la concorrenza, Fanucci nel 2000 lancia la collana Solaria, piuttosto simile anche graficamente ai romanzi di Urania, ottenendo un buon riscontro di pubblico.
L’ennesimo rifacimento grafico della copertina, con cui si presenta ancora oggi, si ha con il numero 1410 del marzo 2001, con la spinta a riaccaparrarsi visibilità. La scritta “Urania” a caratteri capitali, con un tono molto serio, campeggia in nero su fondo arancio, mentre la copertina ritorna bianca e in un cerchio senza bordi è contenuta l’immagine. La firma principale delle copertine è quella di Franco Brambilla.
Spesso le ricorrenze speciali della collana sono segnalate in copertina con espedienti grafici: dal  numero 1430 campeggia per tutto il 2002 il logo per i cinquant'anni della collana e nel marzo 2007 il centenario di Urania è stato festeggiato con un logo commemorativo.


La prevalenza di romanzi e racconti di autori inglesi e americani rimane schiacciante anche negli ultimi decenni, ma è visibile un aumento della presenza di autori italiani ed europei, con qualche rara incursione extra europea.
La storia editoriale di Urania è affascinante con i suoi alti e bassi. Il curatore storico, nonché il primo, fu Giorgio Monicelli (fratello del noto regista) imparentato con la famiglia Mondadori.
Quando lasciò l’incarico si smise di pubblicare autori di fantascienza italiani, lasciando il campo ai soli anglosassoni, in piena crisi esterofila per i successivi 35 anni sotto la guida di Fruttero e Lucentini. che ricoprirono un ruolo fondamentale. Si sono però purtroppo macchiati di “crimini” ai tempi comprensibili, ma difficili da digerire oggi, riservandosi di tagliare senza remora intere porzioni di romanzi per farli rientrare nei limiti di lunghezza preimpostati.
Insomma, uno spirito molto poco filologico o meno che mai fedele agli originali.
E poi da ricordare il premio Urania, un’iniziativa importante e preziosissima (iniziata nel 1985) che ha permesso di scoprire scrittori come Valerio Evangelisti.
Ma come stai oggi Urania? Speriamo bene e sempre meglio, visto quanto ha ancora da dare agli appassionati del genere.


Le fonti per le informazioni editoriali sulla storica collana di fantascienza sono in:

•Ernesto Vegetti, La corazzata Urania, in “Delos Science Fiction” 74. Fantascienza.com, 20-10-2002.
•Ernesto Vegetti, “Urania” ha 55 anni: un’avventura in cifre, in appendice a Urania nn. 1526, 1530, 1532.

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