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La rivoluzione degli Indie

Come giochi creati con un basso budget siano riusciti a imporsi in un mondo di produzioni multimilionarie.

L’era della distribuzione digitale dei videogame ha visto l’ascesa di un nuovo fenomeno: gli Indie games. Rispetto al passato infatti, è diventato molto più facile pubblicare il proprio lavoro, evitando dunque l’economicamente oneroso passaggio della creazione delle copie fisiche, che richiedevano un’ingente budget per stampare un minimo di copie, senza contare l’assenza di canali pubblicitari dedicati a queste produzioni. Grazie all’avvento del digitale le cose sono cambiate, riducendo enormemente i costi per gli sviluppatori indipendenti e dando loro molta più possibilità di essere conosciuti dai gamer di tutto il mondo. Gran parte del merito va dato alle piattaforme digitali, che hanno creduto nel potenziale artistico e creativo di queste piccole perle. Parliamo quindi dei vari servizi digitali delle principali console, come Playstation Network e Xbox Live, che hanno sezioni dedicate esclusivamente a questa particolare tipologia nei loro store online. Indubbiamente però, il re in fatto di giochi Indie è Steam. Sulla piattaforma di Valve infatti, possiamo trovare una quantità spropositata di Indie game, tanto che, parlando semplicemente di numeri, probabilmente superano di gran lunga le produzioni delle grandi case di sviluppo presenti nello store. Non c’è giorno infatti, dove non venga rilasciato almeno un titolo. Ottimo è anche il sistema Steam Greenlight, dove gli sviluppatori pubblicano i propri giochi e dove saranno poi i giocatori stessi che, votando, decideranno se tale gioco ha le carte in regola per entrare nel catalogo della piattaforma di Valve.

Ma qual è il motivo per cui improvvisamente gli Indie sono arrivati alle luci della ribalta? Ho letto spesso commenti di videogiocatori stanchi della situazione videoludica in generale, dovuta spesso al fatto che i titoli tripla A ormai puntino più che altro ad andare sul sicuro, continuando a sfornare capitoli nuovi delle proprie saghe di successo e ripetendo fino all’esasperazione gameplay ormai collaudati. Tutto questo viene fatto tenendo i rischi al minimo, per evitare grosse perdite economiche, anche perché creare giochi di grosso calibro corrisponde a una spesa economica a volte pari a quella di un kolossal di Hollywood. Assumendo il punto di vista di chi deve gestire una grossa azienda di questo tipo, non posso biasimarli, dato che un fallimento economico potrebbe avere effetti catastrofici su tutta la loro società; da videogiocatore però concordo col dire che una situazione così, portata avanti troppo a lungo, rischia di atrofizzare il mondo dei videogiochi, facendo inevitabilmente perdere interesse ai fan più accaniti. Il boom dei giochi Indie è stata una conseguenza di questa situazione. Questi hanno dato nuova linfa vitale al panorama videoludico, portando innovazione e idee originali, osando dove le grandi case di sviluppo non avevano mai osato. Un Indie developer, che non dispone certo di un grosso budget per creare il proprio gioco, non si mette certo a competere sullo stesso piano in termini di grafica o di giocabilità con le grandi case di sviluppo, che spesso contano un team anche di centinaia di persone, contro poche o a volte anche una singola persona.



Per questo motivo gli Indie puntato sulle idee originali, proponendo nuovi modi di giocare o addirittura di concepire il videogioco.  Prendete ad esempio il geniale The Stanley Parable, un gioco totalmente basato sulla narrazione, che esce completamente fuori dagli schemi; seguendo la voce fuori campo che narra le azioni del protagonista potrete finire il gioco in una decina di minuti, ma il bello viene quando iniziate ad andare contro le indicazioni del narratore, portando a un conflitto fra noi e lui che si risolverà in diversi possibili finali, alcuni bizzarri e altri più seri. Abbiamo anche molti esempi di giochi che si reggono principalmente su una componente narrativa di altissima qualità, tanto da entrare nel cuore di milioni di giocatori nonostante una grafica minimale o un gameplay molto semplificato. Gli esempi di questo tipo sono tanti, come l’RPG To the Moon, gioco creato con RPG Maker che si basa quasi esclusivamente sulla propria trama, oppure Undertale, altro RPG di grande spessore narrativo, dove i giocatori si sono affezionati talmente tanto ai personaggi da aver creato un enorme fanbase che produce ancora oggi innumerevoli meme dedicati ad essi. Non mancano poi degli esperimenti che si trovano a metà fra gioco e poesia. Journey è un esempio concreto. Un gioco tanto semplice quanto profondo, adatto a molte interpretazioni, come metafora di quel viaggio che alla fine è la vita. Limbo e il suo successore spirituale, Inside, entrambi sviluppati dai Playdead, hanno una splendida componente artistica, coadiuvata da una storia che lascia la sua interpretazione al giocatore stesso.
Non mancano poi quei giochi che fanno del loro gameplay divertente e a volte fuori di testa il loro cavallo di battaglia. Basti pensare a Goat Simulator, gioco in cui controlleremo una capra in un improbabile Sandbox, dove la regola principale è combinare disastri, oppure Broforce, un divertentissimo sparatutto in stile Metal Slug, dove potremo controllare le più grandi star del cinema action dagli anni '80 a oggi, in un tripudio di esplosioni e patriottismo.

Potrei continuare ancora a lungo con esempi di giochi Indie che sono riusciti a smuovere il mondo dei videogiochi, ma la cosa certa è che grazie all’originalità di questa categoria siamo riusciti finalmente a goderci dei giochi che spesso hanno saputo ravvivare la fiamma della passione sopita dentro di noi. Questo nuovo entusiasmo non si è risvegliato solo nei videogiocatori, ma anche nelle grandi compagnie, che hanno capito l’importanza degli Indie e hanno deciso di promuoverli e di prendervi anche spunto per le loro nuove grosse produzioni. Pensiamo ad esempio a Dragon Quest Builders, uno dei JRPG più importanti in Giappone, che ha voluto provare a creare un capitolo che si ispira a quel Minecraft, ormai successo planetario, che era nato proprio come un semplice gioco Indie. Per concludere, dato che il mondo degli Indie è vasto come un oceano, vorrei proporre a voi lettori di consigliare un gioco Indie che vi è particolarmente piaciuto e che, magari, non tutti conoscono. Inizio io consigliandovi Apotheon, un action in 2D che si rifà alla mitologia greca, con uno stile grafico molto accattivante, dove i disegni di un’antica anfora greca sembrano prendere vita. Vi saluto e lascio a voi la parola.

Commenti (1)

Salvatore Di Petrillo
05/03/2017 19:56:27
Consiglio vivamente Nuclear Throne, un Indie Roguelike che mi ha colpito moltissimo nel suo genere
Edizione 2017
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