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ilRINOCERONTE, di Daniele Daccò

Quello che è successo a Londra con ZeroCalcare


Quello che segue è il resoconto di quello che non c'entra con l'anteprima di Captain America (che potete leggere qui) e che è accaduto in Inghilterra con Michele Rech, alias ZeroCalcare.
Prima di cominciare devo dirvi che siamo stati catapultati in un'avventura inaspettata e grandiosa e che entrambi eravamo troppo pigri per viverla con il giusto grado di entusiasmo.
Perciò ci siamo tirati qualche scherzo, o meglio, ho deciso di provare a organizzarne uno io ai danni del povero Michele.
Ricordate che, ciclicamente, in edicola arriva “esplora il corpo umano” e con la prima uscita ti regalano un teschio grande come il cuore di una mucca a solo un euro? Ecco, io ne ho uno proprio appoggiato sulla scrivania e, volesse il Dr. Manhattan sapere il perché, prima di partire per London (fa ganzo dire London) ho staccato uno dei due occhi di plastica del cranio e me lo sono messo in tasca.

Volando sulla Manica con un occhio in tasca” potrebbe essere il titolo di una canzone di Frank Zappa  me invece è quello che è successo a me. Sono atterrato e ho conosciuto la dolce Cristina di casa Disney, dopo aver chiamato un taxi con il mio fischio collaudato, siamo schizzati in albergo e allora, seduto finalmente in poltrona, ho avuto la folgorazione.
Ne ho parlato con Cristina e la conversazione è stata più o meno questa: senti, vorrei fare uno scherzo a Michele... Potresti, ad un certo punto, prenderlo da parte e dirgli qualcosa tipo “Guarda che Daniele ha un occhio di vetro, non fissarlo troppo mi raccomando che ci rimane male...
La mia richiesta è stata seguita da uno sguardo perplesso di Cristina, già si sentiva in colpa, e purtroppo non ha accettato. Tuttavia non ho mollato, lo scherzo andava fatto.
ZeroCalcare è arrivato, abbiamo fatto presto conoscenza e, avendo qualche ora libera e una mappa che ci portava direttamente al Forbidden Planet, ci siamo avventurati per le strade di Londra senza troppi pensieri....
Se mai avete pensato al paradiso probabilmente l'immagine che vi si è formata in testa è molto simile alla fumetteria Forbidden Planet: fumetti, libri e gadget (tra i più Nerd) ovunque e in sovrabbondanza. Non è stato un viaggio a Londra ma un pellegrinaggio al Forbidden Planet.
E proprio nel piano interrato della fumetteria che lo scherzo ai danni del povero Calcare si è consumato, la situazione è questa: io e lui si viaggia fra gli scaffali.
ZeroCalcare è in cerca di qualche regalo di compleanno, io di un semplice bottino ma non perdo di vista il mio obbiettivo. L'Occhio è in tasca, Michele non sospetta nulla.



Comincio a toccarmi la palpebra destra, dapprima di rado, poi sempre più frequentemente. Come da  manuale la preoccupazione di Zero Calcare giunge in orario: “Ao, tutto bene?
Si, si è solo l'occhio che ogni tanto mi da fastidio e devo sistemarlo”, mentre lo dico non lo guardo nemmeno in faccia.
Ma te pizzica?”, la purezza di Michele mi tocca a tal punto che “lamiafedenelloscherzo” vacilla per un momento, ma si deve continuare.
Ormai ho l'occhio di plastica nascosto nella mano che sta ancora ravanando a lato dell'occhio ”vero” sul mio bel faccione, gli rispondo con naturalezza: “No, è di vetro e ogni tanto devo aggiustarlo...
Silenzio. Calcare lancia una risatina di quelle che significano: “coso, non sto a capì bene se stai scherzando quindi lancio una risatina per tutte le occasioni..” 
Io lo precedo di un passo, siamo al centro della fumetteria colma di signorotti inglesi con la bombetta e il monocolo: “da piccolo sono tipo caduto dalla bicicletta e mi è entrato un chiodo nell'occhio...” Oscar per l'improvvisazione al Rinoceronte.
Calcare è visibilmente schifato e imbarazzato “Mmmmh.., Mappedavero?
E' il momento. Mi volto con l'occhio chiuso e il bulbo finto in mano porgendolo a ZeroCalcare, a braccio teso e proprio verso la sua faccia.
Credo che Michele abbia battuto qualche record, si è ritratto a mach 5 con uno sguardo raccapricciato, ma comunque si è notato il tentativo di “essere educato” durato un paio di decimi di secondo prima della reazione.
Zero Calcare, più bianco che non si può e spalmato contro uno degli scaffali, viene investito dalle mie risate rivelatorie: “E' finto, ti sto prendendo in giro.
Mavaammoriammazzato! Mihaifattopiauncolpo. LIMMORTACCI.” tutto questo urlato in mezzo alla fumetteria e poi diluito per tutto il resto della giornata. 
Mai beccati tanti insulti.
Così per vendetta abbiamo organizzato un tiro mancino a Leo Ortolani, ma ne parleremo un'altra volta...

Daniele Daccò, 29 marzo 2014, 00:01

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