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ilRINOCERONTE, di Daniele Daccò

Questo Uomo. Questo Mostro.

Non capita a tutti, forse capita a molti, a troppi ma non a tutti. Per quelli, per alcuni, quella sensazione c'è sempre. 
La sensazione di essere fuori posto, non parlo del sentore di meritare qualcosa di più, nulla di così banale. Mi riferisco a quell'idea, la certezza, di essere come un libro su una mensola piena di barattoli di marmellata. Cosa ci faccio qui? Qualcuno mi ha dimenticato. Non può essere questo il mio posto, non c'entro niente con questi barattoli.
Eppure sei lì, nonostante i tuoi dubbi, nonostante tutto sei appoggiato lì su quella mensola e ti chiedi perché e sai, lo senti tra le tue pagine, che nessuna di quelle confetture può aiutarti.
A poco a poco ti convinci di essere un mostro, che uno spesso strato di roccia arancione deforma il tuo viso, le tue mani, la tua solitudine e le domande tornano. Che ci faccio qui?
Perché se tutti gli altri si somigliano, se amano le stesse cose e se io, solo io, ho questi dubbi allora significa che c'è qualcosa di sbagliato in me.
Perché se prendete un certo numero di persone, statisticamente, c'è sempre qualcuno di “sbagliato”, una creatura differente, un mostro, e se non lo vedi in giro allora devi proprio essere tu.
Perfino i miei amici, gli altri Fantastici Quattro, sono diversi da me. Sono un uomo, ma sono anche un mostro. E' l'unica spiegazione.
Non riesco a farmi piacere quelle cose, le cose che piacciono ai barattoli intendo.
Ci ho provato, ma sono diverso, non le sopporto. Sono un mostro e chi potrebbe mai amare un golem di pietra? Un libro dalle troppe pagine, dai troppi ricordi dimenticato su una mensola di barattoli.
Ho delle mani grandi e forti, fin troppo, non riesco a sentire il calore dei barattoli, ho paura di fare del male.
Allora è chiaro, nessun mostro vuole far sul serio del male, è solo troppo grosso e goffo per muoversi su una mensola senza far cadere qualche barattolo.
Poi, poi ci sono quelli che capiscono che ti senti un mostro, una cosa, lo capiscono e non passa giorno che non te lo facciano notare, si avvicinano ad altri come loro e ti guardano,  ti urlano addosso come membri della gang di Yancy Street e sembrano stati creati apposta per ricordati che sei diverso.



Non importa quanti barattoli salverai, non importa quanto loro saranno in debito con te, rimarrai sempre un mostro e quando la loro fiducia vacillerà la prima cosa che vedranno è a tua faccia ricoperta di sassi arancioni.
La mia pelle, la mia corazza, sono le mie passioni. La stessa materia che mi protegge dalla gente, che mi permette di aiutarla è la stessa che mi allontana da essa.
Proprio come Ben Grimm, il Nerd porta su di se un peso, non tutti lo percepiamo. Alcuni credono perfino che non esista, forse hanno trovato altri “super” come loro e sono cresciuti in un  palazzo ricolmo di mantelli, lontano dai barattoli.
Oppure ancora sono stati benedetti da poteri come quelli della Torcia Umana, poteri, passioni, che possono essere spenti e accesi al momento giusto.
Ma ci sono anche quelli come me, come Ben. 
Quelli che a un certo punto hanno guardato in basso e si sono ritrovati con una pelle di pietra, incastonata di comics, dadi, manga e action figures e non hanno potuto farci niente.
Abbiamo dovuto guardarci dentro e sentirci dei mostri, più quella pelle diventava spessa più eravamo potenti, ci sentivamo invincibili ma anche soli.
Poi abbiamo visto altri super, tutti diversi, tutti alla ricerca di qualcosa ed è stato chiaro che le nostre passioni, le loro e le nostre, per quanto ingombranti e pesanti erano utili. Utili a uno scopo ultimo, un traguardo condiviso dagli altri libri abbandonati su una mensola, centinaia di mensole e centinai di libri.
Ciascuno differente, con una storia diversa da raccontare ma tutti accomunati dalla voglia di raccontare, di mostrare l'uomo dentro il mostro, l'eroe dentro la roccia arancione.
E urlare tutti insieme: è tempo di distruzione.

Daniele Daccò, 13 ottobre 2014, 00:33

Commenti (1)

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A.Gigione 10/13/2014 01:10:01
Leggere questo insieme di caratteri alfanumerici è come pettinare l'invisibile.
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