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Il Pulpito, di Fabio Succi Cimentini

Una moderna Babilonia

Babylon 5 e l'importanza di condividere la cultura Nerd

Il Pulpito è tornato. Questa volta prendiamo un'altra angolazione; basta la salita e le scene da vescovo davanti alla folla. Questa volta vi parlo da una poltrona con in mano del tè.

Chiudo una puntata di Call the Midwife (vedetelo*) e mi ascolto i Justice. Che sono di una tamarraggine di un certo livello: due tizi francesi che vestono giacche di pelle e maglie colorate (quanto è adorabile quello coi basettoni), usano una croce come simbolo (in Audio Video Disco è scolpita in una sorta di steppa), sparano titoli come 'D.A.N.C.E.', 'Genesis' e 'Civilization' e ti tirano fuori una musica che sembra i Daft Punk e infila un sacco di citazioni: chitarre rombanti da anni '70, distorsioni funk, synth datatissimi, un minestrone barocchissimo e sgraziato che però fa ballare - una cosa diversissima dal dubstep ed Eurodance che sbanca le classifiche, orgogliosamente sgraziata... e toh, che ha pure successo. Insomma, mi danno l'idea di un paio di nerdoni che hanno trovato un ambiente diverso.

Che poi pure il dubstep (o la dubstep?) se ci pensi - Skrillex sembra un videogiocatore fallito che ha trovato il successo da un'altra parte, coi suoi maledetti suonettini da Mortal Kombat.

Insomma: il Nerdismo è stato sdoganato. E questa è la scoperta dell'acqua calda. Già ho parlato degli hipster, ogni tanto riesplode la questione dei fake geek (ancora meglio se fake geek girls), nel mondo videoludico la shitstorm su giornalismo, femminismo etc. ha pure portato ad una marea di questioni sull'identità del gamer, il rapporto tra giochi e politica non è più una questione di nicchia, eccetera eccetera. Forse è questa 'cosa' che chiamiamo Cultura Nerd che ha più forme di quanto non sembri?

Doveva essere una grande tribù con tante cose in comune, e invece forse sono troppe. Alcune i queste sono esplose, hanno fatto soldi, hanno attirato altri discorsi, si sono legate ad altro, si sono bastardizzate. Tanto che ora, per prendere giusto un esempio, ci sono truzzoni francesi che fanno musica nerd e tamarra allo stesso tempo.
Non che gente come Taku Iwasaki non la facesse già, roba nerd e tamarra, ma dettagli.



Il punto che voglio raggiungere è sempre lo stesso; abbiamo passato una delle svolte grosse del nerdismo, quella in cui è diventato di successo almeno con alcuni fenomeni di superficie, e in cui molti Nerd hanno il loro battesimo di fuoco con cose mainstream come Harry Potter che anche i nonNerd tengono sul comodino e amano. L'abbiamo passata e in molti sentiamo questa bastardizzazione. Però c'è, e non è che non volere che ci sia la cancelli. 

Quindi... perché non accettare il cambiamento? Non supinamente, non come lo stereotipo delle pecore in massa: in modo critico. 

Sfruttate la fama di Big Bang Theory per parlare di quanto amiamo Star Trek ma anche Babylon 5, Lovecraft e tutti quegli scrittori che se li nomini la gente ti guarda spiritata e dice 'CHI?'. Guardiamo il modo di pensare che si può nascondere dietro un tizio in camicia e cravatta, magari anche di marca. Nel mio mondo ideale il Nerd è un'attitudine, bellissima e definita da giocosità e approfondimento insieme. Ragione e sentimento, per usare i paroloni. Non è una tribù definita da codici, dimostrazioni di appartenenza ed esclusività. Almeno non è il nerdismo che vorrei: ma è un punto su cui tornerò.
Non isoliamoci, quindi. Contaminiamo.
In fondo è una forma di sperimentazione.

*: sì, è dura accettare di guardare una serie che in Italia han tradotto L'amore e la vita, ma c'è l'equivalente inglese di suor Pinguina. Ed è pieno di SO MANY FEELS.  Quindi non sarà Breaking Bad ma anche un Nerd vuole buoni sentimenti, se trattati bene. Potremmo imbastirci un'altra pulpitata, sull'argomento.



22 settembre 2014, 00:08

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