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Zerocalcare e le macerie di un'intera generazione

L'ultimo lavoro del fumettista romano raccolto in un doppio volume

Zerocalcare è ormai all'apice del proprio successo: parecchi libri all'attivo, un blog per la verità un po' lasciato a sé stesso (ma è sempre una gioia trovare un nuovo post), svariate collaborazioni di vario genere.

Nel corso della sua carriera ci ha presentato tutta una cerchia di personaggi secondari: Secco, che possiede il vezzo di sentirsi nudo se non ha le saccocce piene di bombecarta; Cinghiale, per il quale la risposta a ciascun problema della vita è il sesso; Sarah, l'amica che si lascia e si rimette insieme seicento volte con la stessa persona, e così via. Poco più che macchiette utili alle varie gag: gradevoli, simpatiche, ma pur sempre macchiette.

Già tre anni fa Calcare aveva espresso quella che è la sua "paura più grande": rimanere cristallizzato nel tempo, continuare a proporre ai suoi lettori delle storie e dei personaggi sempre uguali, impermeabili agli anni che passano ("... e questa settimana vi racconto di come mia madre mi ha sgridato perché non ho chiuso il frigo. Anche se è morta vent'anni anni fa. È un omaggio").



In Macerie Prime, infatti, la musica cambia.
Troviamo un personaggio-Calcare profondamente diverso, alle prese con la vita del fumettista che, dopo aver raggiunto la fama partendo da zero, si sente in dovere di adempiere a tutti gli accolli che gli si presentano. Calcare si fa un sacco di paranoie: non vuole fare la figura dell'ingrato, dello sbruffone che dopo aver "fatto i soldi" volta le spalle alla propria gente, ma allo stesso tempo deve stare ben attento agli eventi ai quali accetta di presenziare, perché per una mossa o dichiarazione sbagliata parte della stampa è pronta, come si suol dire, a farlo nero.

Mentre Calcare gestisce in solitudine scadenze e inviti ai quali non riesce a dire di no, ecco ricomparire anche i personaggi che negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere. La prima botta, già anticipata nel blog, arriva dal matrimonio di Cinghiale (più atteso del royal wedding), che a dispetto della fama di seduttore sta per mettere su famiglia. La cerimonia non è soltanto un'occasione per riunire il gruppo, ma anche e soprattutto un momento che porta i ragazzi a chiedersi "ma io, nella vita, da che parte sto andando?".

Ed ecco che le maschere cadono. Personaggi vecchi e nuovi, davanti ad una tappa "di crescita" come il matrimonio di un amico, vengono messi di fronte ai propri successi (pochi) e frustrazioni (tante), acquisendo finalmente una profondità della quale prima erano del tutto privi. 



C'è chi, come Sarah, è bloccato in un lavoro precario, pagato poco e con turni massacranti. Chi, come Katja, che vorrebbe un figlio ma si trova all'interno di una relazione senza alcuna prospettiva. Chi è sparito e non si riesce a rintracciare perché ma sì, ma dai, si starà facendo gli affari propri, chissà
Lo stesso Cinghiale è molto diverso dalla figura spensierata che abbiamo imparato ad apprezzare: appena sposato e con una bimba in arrivo, si ritrova improvvisamente senza lavoro. Tutte storie che, al giorno d'oggi, risultano essere dolorosamente familiari.
Il gruppo vede come unica via d'uscita il progetto per un bando di concorso, chiedendo a Calcare, quello famoso, l'unico ad essere qualcuno, di mettere il proprio nome per avere qualche possibilità di vittoria in più. Ma la situazione, già di per sé fragile, ci mette poco a crollare.

Alla narrazione "regolare" si aggiunge quella del mondo delle Macerie, metafora di quello che i protagonisti stanno vivendo al di fuori. Un mondo in cui niente è rimasto se non rovina, solitudine, paura dell'ignoto.
Molta, moltissima carne al fuoco. Ma per conoscerne la fine, tocca aspettare.



Sei mesi dopo...

Per la prima volta nella sua carriera Zerocalcare divide la propria storia in due volumi distinti, una separazione utilizzata per sottolineare l’importanza dello scorrere del tempo nelle vicende narrate. Macerie Prime – Sei mesi dopo non fa altro che riprendere le storie dei personaggi mostrando come il tempo muti i rapporti e le reazioni umane. Un espediente, quello del salto temporale e della frammentazione del racconto, che ha permesso all'autore di soppesare le decisioni e raccontare quello che realmente stavano vivendo i protagonisti. 

Come per la storia principale anche il secondo volume di Macerie Prime può essere suddiviso in altrettanti blocchi ben definiti: una prima parte più cupa, in cui il cast continua ad annaspare nel tentativo di sopravvivere ai problemi quotidiani e una seconda, a seguito di un evento che netto che farà da spartiacque, si concentra sulla presa di coscienza dei propri errori e su come sia possibile crescere e campare nella società contemporanea, il tutto senza venir meno della propria umanità.

Una storia molto personale, realistica e in cui ci si immedesima facilmente, al termine della quale Zerocalcare propone la propria soluzione ai problemi universali che un’intera generazione, quella dei ragazzi nati a cavallo fra i “mitici anni ‘80” e i primi anni ‘90, continua ad affrontare
La promessa di un futuro radioso difficilmente raggiungibile, l’isolamento e l’egoismo a cui porta il mondo in cui viviamo, fino ai problemi più oscuri e difficilmente identificabili che possono portare a scelte drastiche e irreversibili.



Narrativamente la storia possiede un ritmo incalzante grazie al quale, anche maggiormente rispetto ai lavori precedenti, sarà impossibile separarsi dal racconto
La doppia narrazione fra la Roma del presente e il mondo delle Macerie si intreccia perfettamente dando dimostrazione di come Zerocalcare si trovi a pieno agio nel gestire un moltitudine di personaggi e situazioni differenti, mostrandoci come anche dalla delusione di un sogno infranto sia possibile trovare una redenzione.

Macerie Prime continua quindi il filone di opere più personali dell’autore, tipologia di storie che sono state in grado di far diventare Zerocalcare un fumettista in grado di superare le barriere generazionali, come è facile comprendere dall'eterogeneità del pubblico presente alle lunghissime sessioni di dediche tenute in tutta Italia.

Testi di Francesca Menta e Mattia "Nini" De Poi

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