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God of War - la rinascita del Mito

Dopo aver accompagnato Kratos e Atreus nel loro viaggio nei regni nordici, vi raccontiamo perchè God of War è un titolo imperdibile

“Padre, qualcosa è cambiato?”
“Tutto è cambiato ragazzo…

Così recitano le prime parole dette da Kratos a suo figlio nel nuovo God of War, la tanto attesa esclusiva per PlayStation 4 creata da Sony Santa Monica. Questo incipit potremmo anche interpretarlo come un messaggio diretto al giocatore, che si appresta a vivere un viaggio degno dell’epica di Omero, in un mondo nuovo, con nuove divinità, nuovi personaggi, nuove meccaniche, ma con un’anima rimasta fedele a sé stessa. God of War è un titolo che è ben conscio dei suoi limiti d’evoluzione, raggiunti con la trilogia originale a cui si aggiungono altri tre spin off; Cory Barlog, il Creative Director del titolo lo sa e per questo reinventa tutto, in una scommessa azzardata che rischiava di alienare i fan più affezionati. Dopo ben cinque anni di sviluppo, tutti i dubbi e le incertezze sono spazzate via, disintegrate come se colpite da un fulmine del martello Mjöllnir; la nuova direzione artistica è imponente come un Jǫtunn e riesce nell’impresa mitica di superare ogni aspetto del passato, portandoci uno dei titoli più incredibili degli ultimi anni. Ancora ammaliati dalla potenza della storia e della furia di Kratos, vi raccontiamo perché God of War è uno dei migliori giochi di questa generazione e non solo.

I NOVE MONDI DI YGGDRASILL



Lasciamo il piatto forte per dopo e iniziamo da uno dei primi grossi cambiamenti, ossia l’esplorazione. God of War abbandona lo stile lineare da action game del passato, assumendo una connotazione più avventurosa. Già nella trilogia originale si trovavano, nei vari livelli, delle deviazioni o dei percorsi segreti che portavano a un forziere nascosto o ad altri oggetti; questa meccanica non solo è rimasta, ma si è evoluta in modo esponenziale in questo God of War. Fondamentalmente, il gioco mantiene un’anima lineare in cui la narrazione è il focus principale, ma non saranno rare le deviazioni dal percorso principale, che sfoceranno in aree, anche piuttosto ampie, del tutto opzionali, contenenti nemici e tesori unici. Avremo inoltre un hub centrale chiamato Lago dei Nove: da qui, con la nostra fidata barca, potremo muoverci in tutte le altre aree che compongono il gioco, aspetto che ricorda lontanamente la struttura degli open world, con alcune zone della mappa totalmente opzionali ed esplorabili a vostra discrezione per trovare qualche oggetto o sidequest extra.
Dunque il titolo miscela una forte componente lineare, tipica della saga, con una parziale libertà d’esplorazione, alla scoperta delle tante attività secondarie che popolano il regno di Midgard. Il level design è realizzato in maniera superba e in alcuni passaggi ci ha ricordato quanto visto con Bloodborne e la serie dei Dark Souls, con scorciatoie e passaggi che collegano i vari punti di un’area in maniera intelligente, rendendo l’esplorazione sempre piacevole e mai noiosa o monotona, grazie anche agli evocativi paesaggi che visiteremo.

Un altro punto cardine dell’esperienza esplorativa è composto dagli enigmi ambientali, presenti in modo massiccio e in tante varianti diverse. Gli enigmi proposti risultano sempre diversi e intriganti da affrontare: spesso ci sarà bisogno di utilizzare il potere congelante dell’ascia di Kratos, altre volte servirà il supporto delle frecce di Atreus, oppure basterà distruggere i simboli runici per sbloccare un forziere segreto. Enigmi quindi molto classici e semplici nella loro struttura, ma sempre stimolanti e mai noiosi nella risoluzione. Alcuni di questi potranno essere risolti soltanto dopo aver acquisito la giusta abilità, cosa che, come succede in titoli come Zelda, induce il giocatore a tornare sui suoi passi per completare quanto lasciato incompiuto al primo passaggio.



Oltre alla main quest, sarà possibile seguire anche diverse quest secondarie dotate di una componente narrativa interessante, trovare diversi tipi di collezionabili e scovare tesori e pezzi d’equipaggiamento utili a potenziare Kratos e Atreus. Tutte le attività secondarie proposte non saranno mai fini a sé stesse ma saranno strettamente legate alla storia del gioco e soprattutto alla lore della mitologia nordica, con diversi approfondimenti su quest’ultima, tramite testi incisi sulle pietre runiche (se volete saperne di più sulle rune ecco il nostro speciale), testi interpretati dal giovane Atreus, o tramite il ritrovamento di alcuni dipinti che ci narreranno dei personaggi più importanti della storia.
Molto ricco di voci anche il codex, scritto e commentato dal giovane figlio di Kratos, che annoterà di ogni nemico e personaggio incontrato, includendo anche dei consigli su come affrontare le creature più ricorrenti.
Il nuovo God of War è anche il titolo più longevo nella serie, infatti, se per finire la storia principale vi basteranno una ventina di ore, completarlo al 100%, portando a termine tutte le sidequest, trovando ogni oggetto in ogni area e sconfiggendo anche i molti boss segreti, porterà il timer a schizzare sicuramente oltre le quaranta ore di gioco complessive, che per alcuni potrebbero toccare anche la soglia delle cinquanta ore. La cosa bella è che ogni ora spesa a Midgard sarà sempre colma di divertimento.

COMBATTIMENTO SPARTANO



La parte più importante di un God of War, almeno fino a questo capitolo, è sempre stato il combat system, che troviamo coraggiosamente cambiato in questa nuova incarnazione, nonostante rappresentasse in passato uno dei punti più alti degli action game. Vi assicuriamo però che non c’è da preoccuparsi, perché, nonostante il cambio di prospettiva, la brutalità e l’azione frenetica non si sono affatto perse, dando vita a uno dei sistemi di combattimento più soddisfacenti degli ultimi anni. I ragazzi di Sony Santa Monica sono riusciti a innestare un’anima action pura in un gioco d’avventura nello stile di un Uncharted o un The Last of Us, genere che diventa sempre più marchio di fabbrica di PlayStation. Questo ibrido fra azione e avventura, con una componente narrativa rinnovata e di alto livello, funziona bene come non mai, rendendo ogni aspetto del titolo di una qualità eccelsa e creando un’esperienza unica come non se ne vedevano da anni. La visuale in terza persona e non più a volo d’uccello rende gli scontri più intimi e sentiti, colpire i nemici con il Leviatano, la nuova arma di Kratos, dà una soddisfazione unica, grazie anche alla resa più strategica che il combattimento riesce a offrirci. Oltre alle classiche combo eseguibili con i due tasti d’attacco principali (colpo leggero e forte), potremo lanciare l’ascia, che congelerà i nemici sul posto, permettendoci nel frattempo di continuare a colpirli con i possenti pugni dello spartano. Gli attacchi disarmati fanno meno danni ma riempiono più velocemente la barra stordimento situata sotto a quella della salute dei nemici. Una volta riempita quest’ultima, potremo eseguire un’esecuzione brutale, oppure, nel caso di avversari troppo forti, potremo comunque infliggere loro del discreto danno. Parando al momento giusto potremo contrattaccare sfruttando l’apertura creata, ma non tutti gli attacchi saranno parabili e in tal caso la schivata sarà l’unica opzione per non subire danni. Per le situazioni più difficili torna la Rabbia di Sparta: accumulando una barra, subendo danni e attaccando, sarà possibile attivare la furia di Kratos, che per un breve periodo sarà invincibile e farà danni letteralmente divini.

Andando avanti nel gioco sarà possibile potenziare le nostre capacità guerriere grazie all’accumulo di punti esperienza, che ci consentiranno di acquisire nuove abilità per ampliare le combo e gli attacchi della nostra ascia, dei nostri colpi a mani nude o della Rabbia di Sparta. Acquisendo determinate abilità, potremo così migliorare le nostre capacità nello scontro a distanza, oppure quelle nel corpo a corpo. In realtà i punti esperienza accumulabili nel gioco saranno in grado di coprire ogni abilità presente nei vari rami e non solo, perché questi serviranno anche a potenziare gli attacchi runici. Questi ultimi sono divisi in attacchi runici leggeri e pesanti, e avremo uno slot per categoria da equipaggiare sull’ascia Leviatano. Quando ne utilizzeremo uno dovremo aspettare diversi secondi (che variano a seconda dell’attacco e dei nostri bonus alle caratteristiche) per riutilizzarlo. Esplorando, se ne troveranno parecchi e ognuno di essi è considerabile come un attacco speciale in grado di infliggere ingenti danni ai nemici, offrendo inoltre parecchia varietà d’approccio, dato che alcuni saranno attacchi corpo a corpo, altri attacchi dalla distanza e altri ancora potenzieranno le nostre abilità. Gli attacchi runici sono un’arma in più che aggiunge ulteriore varietà a un già ottimo combat system.



Fin qui abbiamo parlato di Kratos, ma non possiamo dimenticarci di Atreus, che nel corso del gioco diventerà un aiuto fondamentale nei combattimenti. Il giovane figlio di Kratos userà arco e frecce come arma principale e i suoi attacchi saranno parecchio utili per stordire i nemici, ma proprio come sarà possibile potenziare Kratos, anche Atreus avrà una sua barra delle abilità che lo renderà sempre più letale in battaglia. Atreus potrà infatti non solo distrarre i nemici o colpirli con le sue frecce per stordirli, ma potrà persino bloccarli e, se equipaggiato con gli oggetti giusti, anche curarci. I danni che infliggerà saranno poi sempre più significativi, tanto che sarà in grado di sconfiggere i nemici più deboli da solo, rendendo al meglio la sua crescita come guerriero, oltre che nella storia, anche a livello di gameplay. L’unico comando che dipenderà da noi sarà quello di scoccare le frecce verso un determinato bersaglio, altrimenti, se lasciato in autonomia, Atreus saprà cavarsela da solo grazie a un’ottima IA, e ben presto sarà quasi letale quanto il padre. Fiore all’occhiello delle capacità belliche del ragazzo saranno le evocazioni runiche, un attacco speciale di grande effetto con cui Atreus evocherà in suo aiuto sul campo di battaglia delle bestie mistiche.

Non poteva mancare anche una componente da RPG e infatti sarà presente una sorta di livello che indicherà la nostra capacità combattiva. Sarà possibile equipaggiare Kratos con tre parti di armatura e un talismano, e potremo anche cambiare l’impugnatura dell’ascia, mentre Atreus potrà essere equipaggiato con un’armatura. Troveremo all’interno del gioco denaro e diversi materiali, che poi potranno essere portati ai nostri fabbri di fiducia, ossia i nani leggendari Brok e Sindri, creatori del martello Mjöllnir e dell’ascia Leviatano usata dallo spartano. I due nani saranno capaci sia di creare nuovi pezzi d’equipaggiamento che di potenziare quelli che già indossiamo. Ogni parte d’equipaggiamento migliora una o più statistiche di Kratos, divise come in un RPG in Forza, Difesa, Runico, Vitalità, Fortuna e Ricarica, inoltre ogni oggetto potrà avere effetti bonus, come la probabilità di recuperare una parte di vita con un attacco o una parata, il potenziamento di una statistica quando la salute scende a livelli critici, o anche abilità uniche come una sorta di effetto slow motion attivabile eseguendo una schivata perfetta all’ultimo secondo, in stile Bayonetta. Il livello complessivo di Kratos verrà dato dalla potenza di tutti gli oggetti equipaggiati e questa conterà molto per valutare gli esiti degli scontri con i nemici. Anche i nostri avversari avranno infatti un livello, e se questo sarà troppo alto rispetto al nostro, potremo essere sconfitti anche in un paio di colpi.



Il sistema di combattimento offre dunque una sempre maggiore varietà man mano che si avanza nel gioco; l’unico piccolo difetto che abbiamo notato è la difficoltà iniziale nell’affrontare molti nemici insieme, dato che la nuova telecamera non ci offre una visuale completa del campo di battaglia, e agli inizi ci dovremo abituare a vedere le frecce che indicano i nemici fuori campo o ad ascoltare le indicazioni di Atreus, e nel caos della battaglia spesso si verrà colpiti da colpi sferrati alle nostre spalle per non essercene resi conto in tempo. Con un po’ di abitudine si ovvierà al problema, che, comunque, non rovina minimamente la bellezza del combat system.

Parlando di God of War non si possono poi non citare le boss battle. La saga ci ha sempre abituato a combattimenti con boss titanici e a sequenze leggendarie e anche in questo nuovo capitolo il livello si mantiene alto. Forse avremmo preferito avere qualche vera battaglia in più contro i boss, visto che molti scontri, come ad esempio quelli contro i Troll, sono più assimilabili a battaglie con dei mini boss, anche perché ricorrenti in tutto il gioco. Le battaglie “grosse” non sono tantissime, ma ognuna è realizzata con la giusta epicità e maestria, tanto che possiamo tranquillamente inserire due di quelle presenti all’interno del titolo fra le migliori boss battle degli ultimi anni.

STORIE DI UOMINI E DEI



Per ultimo abbiamo tenuto la parte che più ci ha colpito del nuovo God of War, ovvero la storia. Non ve ne riveleremo assolutamente nessun dettaglio, perché gli sviluppatori di Sony Santa Monica si sono impegnati a lungo per tenere al minimo le informazioni sulla nuova epopea di Kratos e di suo figlio Atreus. Vi assicuriamo che i trailer in circolazione mostrano davvero pochissimo della trama ed è proprio grazie al fatto che fossimo all’oscuro di tutto che siamo riusciti a goderci al meglio ogni sorpresa. Una scelta sicuramente azzardata quella di rivelare così poco sulla storia di questo nuovo inizio di God of War, quando ormai sin troppo spesso, sia per i film che per i videogiochi, nei soli trailer vediamo già gran parte della loro trama; ma questa decisione, secondo noi, ha ripagato in pieno, grazie alle continue sorprese che abbiamo vissuto nel modo migliore.
Quello che però possiamo dirvi è quanto questa storia ci abbia emozionato e rapito nella sua narrazione di altissimo livello. Kratos è sempre stato un personaggio interessante, le sue disavventure nell’Antica Grecia ci avevano fatto empatizzare con lui comprendendo la sua rabbia. A un certo punto però la rabbia era diventata talmente distruttiva che la caratterizzazione dello stesso personaggio ne risentiva, divenendo sempre più difficile per il giocatore immedesimarsi con la furia incarnata del semidio spartano. In questo nuovo God of War vediamo un Kratos pentito e consapevole del male che la sua furia distruttiva ha portato a sé stesso e al mondo; vorrebbe essere un buon padre, ma il senso di colpa lo tiene lontano dal figlio, almeno fino a quando i due non restano da soli, pronti a condividere le ultime volontà della madre defunta di Atreus: portare le sue ceneri sulla vetta più alta del regno. Il rapporto fra padre e figlio si evolve in continuazione durante il viaggio: Atreus impara dal padre a essere un guerriero e a sopravvivere, mentre Kratos riesce grazie al figlio a riscoprire il suo lato umano. Passo dopo passo il rapporto costruito ci entra nel cuore e torniamo a sentirci vicini a Kratos e al suo conflitto interiore, così come ci affezioniamo ad Atreus, alla sua curiosità tipica di un ragazzo e alla sua voglia di vivere; il figlio di Kratos è la vera rivelazione e motore degli eventi di questa nuova incarnazione videoludica.
Anche i personaggi secondari danno un importante contributo alla storia; non saranno molti, ma tutti quelli che vediamo, dai divertenti e leali Brok e Sindri alla Strega del Bosco, hanno il proprio ruolo e il proprio peso sulla trama, risultando ben più che delle semplici comparse nella storia di Kratos e Atreus. State pur certi che vi affezionerete anche a molti di loro.

God of War non è però soltanto un gioco dedicato alla storia di Kratos, ma è anche, molto probabilmente, il miglior racconto d’ispirazione mitologica mai realizzato in un videogioco. I miti narrati nell’Edda Poetica e nell’Edda in Prosa non sono solo uno sfondo su cui i nostri protagonisti si muovono, ma prendono vita trasportando il giocatore in una Midgard che trasuda epica in ogni angolo. A caratterizzare il mondo di gioco non è solo il nutrito comparto di creature prese dalle tradizioni norrene: ad ogni passo troveremo riferimenti e racconti di déi, giganti e creature leggendarie, che spesso si inseriranno nella storia principale o in qualche quest secondaria, venendo reinterpretate in modo originale, ma mantenendo una certa fedeltà alle leggende originarie. Il team di Santa Monica ha fatto un lavoro davvero magistrale nella ricerca sui miti nordici, stando attenti al dettaglio più piccolo in modo da farlo incastrare alla perfezione con la visione generale della storia.

I COLORI DEL BIFROST



In ultima analisi parliamo del lato tecnico. God of War, senza troppi giri di parole, è il nuovo punto più alto che PlayStation 4 ha raggiunto a livello grafico, superando anche il già incredibile Horizon Zero Dawn uscito l’anno scorso. Il livello di dettaglio è impressionante sia nei modelli dei personaggi che nelle ambientazioni, che più di una volta ci hanno lasciati a bocca aperta. La varietà di queste ultime è davvero notevole, spaziando da paesaggi innevati a fiordi tipicamente nordici, fino ad antichi edifici dalla maestosità ormai perduta, e il tutto appare sempre colorato e pieno di vita. Le animazioni sono dure e realistiche e riescono a dare la sensazione brutale e potente di ogni colpo sferrato dal guerriero spartano. Anche i modelli delle creature che affronteremo sono molto dettagliati e animati ottimamente. Il gioco riesce a girare a 30fps su una PS4 normale, unica console dove lo abbiamo provato, con qualche lieve calo sporadico che non risulta troppo problematico. Abbiamo notato nella versione PS4 un uso forse eccessivo dell’effetto nebbia in alcune aree, ma nulla che possa essere considerato un vero difetto.
Il comparto sonoro è potente e coinvolgente, suonando i giusti toni di guerra quando si passa all’azione e diventando più morbido nei momenti di calma, le musiche dal ritmo tribale accompagnano in modo perfetto anche i momenti narrativi più importanti. Ottimo anche il doppiaggio italiano, interpretato in maniera sentita e senza strafalcioni, rendendo giustizia a questa importante produzione.

God of War
ci ha emozionati, ci ha esaltati, ci ha fatto ridere e piangere, e ci ha fatto ricordare quanto le grandi storie siano sempre fondamentali per la crescita del mondo videoludico. La nuova esclusiva Sony riesce a superare il passato, lasciandoselo alle spalle ed evolvendosi in una nuova forma adatta ai tempi, divenendo istantaneamente uno dei titoli più maestosi mai realizzati su PS4. La cura con cui ogni aspetto del gioco è realizzato, dal gameplay, che unisce perfettamente la parte action con la parte d’esplorazione, alla magnifica storia degna di entrare nel mito videoludico, rendono il nuovo titolo di Santa Monica un capolavoro imprescindibile. Se avete una PlayStation 4 non avete scuse per non avventurarvi con Kratos e Atreus nell’epico mondo dei miti nordici.

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