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IT: l'ombra dei Goonies e il terrore danzante

Abbiamo visto in anteprima il nuovo film tratto dal libro di Stephen King, ecco cosa ne pensiamo senza spoiler!

La questione è lineare, volete la perfezione? Ci dispiace per voi.
Perché qui la perfezione non c'è, non deve esserci. Si tratta di un'opera molto simile al disegno di un bambino, splendida nella sua semplicità, non verrà esposta in un museo, non verrà nominata nei manuali d'arte ovviamente, ma è lì sul vostro frigo e vi fa sorridere ogni volta che la guardate.
Vi fa sorridere perché quel disegno è anche il vostro, identico a quello che avete fatto da piccoli quando avete letto quel libro, quando avete provato quelle emozioni, è qualcosa di puro, di immediato che non va interpretato e guardato da strane angolazioni.
È lì sul vostro frigo e vi fa sorridere.

Solo dopo, pensandoci attentamente vi ricorderete piano piano che non è proprio il vostro disegno, come lo avevate immaginato, ma non è questione di colori, quel clown è disegnato nello stesso modo nel quale lo avreste disegnato voi. Non nell'aspetto, nel sapore.
Quel terrore innocente e senza spiegazione, quello di un mostro nel sotto scala che spappola i cervelli e ha ragni fra i capelli.
Non vi parleremo di inquadrature, sottigliezze di trama e recitazione, non perché non se ne possa parlare in IT, ma perché questo film non è questo. Non valutereste mai quel disegno sul frigo secondo il suo periodo storico, l'influenza dei macchiaioli o chissà che altro.
Parleremo di emozioni, di terrore e amicizia.



Perché IT è una storia di amicizia quanto di terrore, Pennywise è quasi una mera scusa per mostrare la magia di cosa può fare la complicità intima tra una squadra di ragazzi. Lo ricordate? Siamo sicuri di si. Come in Goonies o in Explorers, una complicità mai più vista dagli anni ottanta al cinema, rispolverata televisivamente da Strangers Things, ma al cinema no. 
Al cinema da oggi ci saranno i Goonies e i Perdenti.
E sapete perché? Perché questo film, anche causa budget, non è identico al libro, ma è fatto con gli stessi ingredienti, con la stessa speranza e senso d'avventura che King ha dosato decenni fa.

Non partite alla ricerca di un Galeone identico a quello che avete trovato fra le pagine del libro e nemmeno uguale a quello visto in tv con Tim Curry, partite verso un tesoro dei pirati tutto nuovo ma con il medesimo valore di quello che i vostri occhi ricordano.
IT fa paura, e non solo grazie ai colpi d'orchestra. IT mette angoscia, fa ridere e affezionare ai suoi protagonisti, ma in un modo differente da quello che ricordate.
L'unico modo per non rimanere delusi è chiudere gli occhi un momento prima della pellicola e pensare a cosa avete provato mentre leggevate di IT e non al libro stesso.
È difficile, ma la pellicola vi guiderà a fianco di questo rigagnolo d'acqua fino al traguardo.



Ciò che manca, come ad esempio "lei e il suo guscio", arriverà. Se non palesemente, in un modo o nell'altro l'avrete, non preoccupatevi e non affossate un film fatto con rispetto perché non è come volete voi, valutate l'alchimia del cast, guardate quei giovani attori che vivono un'avventura sia dietro che davanti alla macchina da presa.
Allora capirete che questioni come una CGI plasticosa non sono niente, che uno scambio di background non conta, capirete che IT è tornato, 27 anni dopo e si è trasformato in altro, come fa sempre.

Andate al cinema con il vostro gruppo di amici del cuore e guardatelo con gli stessi occhi che avevate un tempo, con l'idea che dietro quella curva potrebbe esserci un mostro e non un grigio palazzo.
Ricordatevi perché vi piaceva tanto disegnare in quel modo e quanto vi sentivate fieri quando il vostro disegno veniva appeso sul frigo.
Era appeso lì e non vi siete mai chiesti il perché, sapevate che era giusto.
Era un'opera d'arte perché ci avevate messo il cuore e non per la sua qualità.
IT è così.

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