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Guida pratica per diventare veri samurai

Tutti abbiamo sognato di essere al fianco dei Sette Samurai o di lottare assieme a Kenshin. Ma è possibile, ai nostri giorni, diventare dei veri samurai?

Certo, non è una novità che chiunque abbia desiderato almeno una volta di diventare un eroe, che sia uno dei figli di casa Marvel, il protagonista di un mecha giapponese o il protagonista dei tanti blockbuster che costellano di gesta eroiche le sale cinematografiche. Anche i samurai, figure affascinanti e un po’ misteriose per gli occidentali, sono entrati ormai da molti anni nella cultura di massa, e nell’immaginario collettivo sono dipinti come stoici combattenti devoti e tanto fedeli al proprio senso del dovere da risultare, senza bisogno di aggiungere  alcun superpotere alle loro abilità con la spada, inimitabili quanto dei veri e propri supereroi.

L’inaspettata buona notizia è che, in attesa che qualcuno inventi il siero di Steve Rogers e nella speranza che il morso di un ragno possa trasformarci in Spiderman piuttosto che in soggetti aracnofobici,  in realtà ognuno di noi può, effettivamente, diventare senza troppe difficoltà un vero samurai. Senza katana e senza armatura, certo, ma ciò che i più non sanno è che a fare di un bravo combattente un vero samurai non era affatto la sua abilità in battaglia, la sua tecnica, la sua temerarietà. O almeno, non solo. Nella realtà del Giappone in cui questi formidabili guerrieri si trovavano a combattere, un samurai poteva vantarsi di questo nome solo se seguiva le otto regole del bushido, letteralmente, la  Via del guerriero.

Il termine samurai indicava originariamente "colui che serve", riferendosi ai rampolli delle nobili famiglie nipponiche destinati a far parte della guardia della corte imperiale. Dopo un periodo in cui i daimyo, analoghi ai signori feudali che conosciamo, ottennero sempre più potere, con l'ascesa al potere di Minamoto no Yoritomo nel 1185, il Giappone si ritrovò ad essere sotto controllo militare per quasi 700 anni. In questo lunghissimo periodo di tempo furono molti i regimi che si avvicendarono e già nel 1467, con il collasso del governo militare nazionale, ci si ritrovò a dover affrontare un secolo di guerre in cui i signori locali combattevano per difendere i propri domini e per sottomettere i rivali. 


In questo periodo i samurai non erano che ufficiali del governo e soldati professionisti: chiunque avesse con sè una spada e fosse pronto a combattere poteva definirsi tale, con la conseguenza che samurai erano tanto valorosi combattenti quanto briganti di strada. A fare la differenza tra loro c'era però un fattore fondamentale: i migliori tra loro erano fieramente leali ai loro padroni ma soprattutto al codice di comportamento non scritto conosciuto come bushido. La lunga e tormentata storia dei samurai si conclude con la pacificazione del Giappone ad opera di Hideyoshi. Il loro compito di guerrieri professionisti finì con lo scomparire quando, nel 1867, portare una spada in pubblico fu dichiarato fuorilegge. I samurai cominciarono così a concentrarsi sull'insegnamento, tramandando il proprio codice di comportamento pur essendo, giocoforza, samurai senza spada.

Il bushido è una combinazione di principi zen e confuciani, in cui vengono sottolineati i temi della lealtà, del rispetto e dell'auto-disciplina. In occidente è stato fatto conoscere da Nitobe Inazo, quando nel 1899 fu pubblicato il suo Bushido: l'anima del Giappone. Sebbene alcuni studiosi abbiano criticato il testo di Nitobe, accusato di dipingere un'epoca di cavalleria che in verità è ben lontana dalla realtà del Giappone dell’epoca, esso ci dà la possibilità di conoscere le regole di vita dei samurai e di poterne fare uso nella vita di tutti i giorni. Ma è davvero possibile diventare samurai del nostro tempo? Assolutamente sì: il bushido è infatti un codice di comportamento che i samurai erano tenuti a seguire non solo in battaglia, ma anche e soprattutto nella loro vita quotidiana. Vediamo quali sono:

1: Giustizia
E' la capacità di decidere come comportarsi secondo ragione, senza tentennare, credendo nella giustizia. Nitobe la descrive così: "la giustizia è l'osso che dà fermezza e altezza. Senza le ossa la testa non può stare dritta sul collo, nè le mani muoversi, nè i piedi stare in posizione. Quindi senza giustizia nè il talento nè l'allenamento possono fare di un uomo un samurai".
2: Coraggio
Il coraggio non è temerarietà, poiché non è cieco come la foga di gettarsi nella mischia, ma agire al servizio della giustizia. "Il coraggio è fare ciò che è giusto".
3: Benevolenza
I samurai sono più forti rispetto agli altri, e la loro forza dev'essere usata per il bene di tutti.
4: Gentilezza
Un vero samurai viene rispettato non solo per il proprio valore in battaglia ma soprattutto per come si comporta con gli altri, soprattutto nei momenti difficili.
5: Onestà e Sincerità
Quando un samurai dice che farà qualcosa, è come se l'avesse già fatta.
6: Onore
Rispettare sé stessi è il primo passo per poter fare in modo di farsi amare dagli altri.
7: Lealtà
Non indicava solamente la lealtà verso il proprio padrone, ma piuttosto il senso del dovere nei confronti di tutti quelli di cui il samurai deve e può prendersi cura.
8:Autocontrollo
"Quel che è giusto è giusto, e quel che è sbagliato è sbagliato." La morale dei samurai va oltre la loro volontà quando è chiaro qual è la cosa giusta da fare.

Cosa ne pensate? Pronti a seguire il bushido e diventare dei veri samurai?

Commenti (1)

Jacopo Peretti Cucchi
17/07/2017 12:17:43
Ghost Dog!