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Sense8, la cancellazione del diverso

Netflix decide di chiudere in anticipo la serie fra le proteste dei fan

Quando nel 2015 Netflix rilasciò Sense8, prima serie tv girata dagli allora fratelli Wachowski, grande fu l'interesse mediatico e di pubblico. Otto sconosciuti in altrettante città del mondo riescono a mettersi in contatto mentale l'uno con l'altro e come per magia sono in grado di scambiarsi pensieri, abilità, conoscenze. La loro vita cambia in un istante, rendendosi subito conto di essere parte di una svolta epocale nell'evoluzione del genere umano. 
La storia di Sense8, raccontata in una prima stagione di dodici episodi, continuò con uno speciale natalizio, trasmesso a fine 2016 per saziare l'hype dei fan, e con dieci nuove puntate che ne compongono la seconda stagione. 
Nonostante le premesse l'accoglienza riscontrata non è stata all'altezza delle aspettative del network americano che ha recentemente annunciato la cancellazione della serie.

Fulcro della vicenda sono gli enormi costi di produzione di Sense8 generati dal fatto che l'intera troupe, per circa 7 mesi, si è spostato in 16 località differenti del pianeta per girare la sola seconda stagione. Questo elemento ha inciso positivamente sull'affiatamento fra i protagonisti, così come da loro stessi dichiarato in molteplici interviste, ma al contempo è stata la principale causa dei costi del tutto inusuali per una serie televisiva. 
Dopo la notizia i fan si sono immediatamente mobilitati, realizzando petizioni online per chiedere un passo indietro da parte dell'azienda e la realizzazione di nuovi episodi, ma difficilmente questo approccio porterà a un cambio di rotta.  
Per monitorare l'apprezzamento dei prodotti distribuiti Netflix infatti verifica il numero di visualizzazioni complessive di ogni serie o film, quindi il consiglio che possiamo darvi è quello di far conoscere Sense8 al maggior numero di persone per dare un contributo concreto allo show.



Nonostante lo sfortunato epilogo i nuovi episodi di Sense8 hanno avuto il merito di espandere la realtà in cui i personaggi si muovono, divisi fra problemi personali e la costante minaccia rappresentata da Whispers e dal BPO, ente scientifico che studia e analizza i sensate, così chiamate le persone dotate della capacità di connettersi fra loro. 
Le ragioni per cui guardare la serie possono essere molteplici, dall'azione, presente in ogni episodio e sempre più collettiva, alle teorie evoluzionistiche che hanno portato alla nascita dei sensate o delle implicazioni che questi poteri possono avere sulla società contemporanea, ma non lo faremo. Ciò che realmente continua a colpirci in questo progetto è il messaggio che veicola, il voler mostrare come indipendentemente da razza, cultura, orientamento sessuale o religioso qualsiasi persona nel mondo sia in grado di trovare dei propri simili capaci di cambiargli completamente la vita.

Tema cardine dello show diventa sempre più l'accettazione del diverso e il rigetto verso ogni tipo di etichetta, mostrato come esatto opposto della comprensione. 
Sono queste le parole usate durante un discorso ai media tenuto dai protagonisti che scambiandosi in sequenza si domandano: Chi sono io, Who am I?. La domanda non rappresenta altro che il primo passo verso una crescita personale e l'allargamento dei propri orizzonti, elementi indispensabili per poter apprezzare e comprendere le differenze presenti in ognuno di noi. 
L'azione corale diventa la naturale conseguenza dell'accettazione della propria cerchia, il cluster, all'interno del quale la collaborazione fra i personaggi rappresenta un elemento di crescita personale e il metodo per risolvere le più districate situazioni: i compiti ricoperti durante la prima stagione non avranno drastiche modifiche fra hacker, uomo d'azione, autista, attore; questi però subiranno spesso dei ribaltamenti tali da far capire come ogni personaggio stia influenzando gli altri, in un continuo scambio reciproco di idee e supporto. 
Lo show diventa quindi la perfetta rappresentazione della vita reale, romanzata ed elevata all'ennesima potenza, rendendo chiara l'idea di come l'apertura verso gli altri sia il miglior modo di approcciarsi alla società. 



Il finale della seconda stagione tutto poteva far dedurre tranne che una prematura cancellazione della serie che a meno di future trasposizioni su diversi media lascia i fan all'oscuro dei molti segreti ancora irrisolti. 
Nonostante l'interruzione forzata Lana Wachowski è riuscita a produrre uno show quanto mai necessario, veicolando un messaggio di accettazione e speranza, valori sempre più messi in secondo piano dalla società moderna.

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