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La Tartaruga Rossa: l'ovazione del silenzio

Abbiamo visto l'ultimo film co-prodotto dallo Studio Ghibli, ecco cosa ne pensiamo!

Nel frenetico scorrere della vita moderna, tutti noi ci appoggiamo, chi più, chi meno, ad ancore di pace; piccole bolle di quiete e silenzio da visitare ogni tanto per evitare di impazzire ed essere inghiottiti dal caos esterno. Dal 27 Marzo, alla lista di ancore di salvataggio, potrete aggiungere "La Tartaruga Rossa".

Nella splendida cornice del Museo MAXXI di Roma, siamo riusciti a vedere questo straordinario film vincitore del premio di Cannes "Un Certain Regarde" e candidato al premio Oscar come miglior film di animazione.
Iniziamo subito dicendo che questo film è dedicato a quelle persone che sanno ascoltare quando non c'è niente da sentire e che riescono ad apprezzare le storie mai raccontate; peculiarità del film, infatti, è la totale assenza di dialoghi che non impedisce, però, lo svolgersi di una storia straordinariamente bella.
Protagonista del film è un anonimo naufrago sopravvissuto ad una tempesta ed ora intrappolato in una grande isola deserta. Qui, l'uomo si ritrova faccia a faccia con una natura selvaggia e ostile che lo convincerà presto a tentare di fuggire dall'isola tramite una zattera di fortuna. Tuttavia, ogni tentativo di fuga è interrotto dall'arrivo di una forza misteriosa che distrugge di volta in volta la zattera costringendo l'uomo a ricominciare d'accapo. Dopo numerosi altri tentativi, la forza ostile del male si rivela sotto forma di una grande tartaruga rossa intenta a trattenere l'uomo sull'isola per motivi ignoti.


La storia raccontata da questo film non è una storia esotica o di avventura; si presenta come una profonda visione della lotta tra l'uomo ed una natura ostile ma allo stesso tempo affascinante che si rivela essere la vera protagonista del film. L'uomo è solo un piccolo elemento all'interno di quella natura viva e bellissima e, per quanti sforzi faccia, dovrà attenersi alle sue rigide leggi che si piegheranno soltanto nel sogno.
Questa visione della natura è resa meravigliosamente dallo stile grafico di questo film; gli sfondi sono disegnati a mano con acquerelli e carboncino, la pulizia del disegno si avvale del tradizionale stile giapponese, con la partecipazione dello Studio Gibli, di Isato Takahata (Una tomba per le lucciole, La storia della principessa splendente) e Hayao Miyazaki fuso con il talento del regista olandese Michaël Dudok de Wit
Altro elemento che comunica senza l'utilizzo di parole è la colonna sonora, curata da Laurent Perez del Mar, tanto semplice quanto efficace, alternata, spesso e volentieri, alla melodia della natura, il fruscio degli alberi, le onde del mare, il soffio del vento...

"La Tartaruga Rossa" si rivela essere un poetico incontro tra la cultura cinematografica orientale e quella del cinema d'autore europeo che è riuscito a produrre una magica e splendida favola". 

Il Film verrà trasmesso nelle sale cinematografiche italiane solo nei giorni 27, 28 e 29 Marzo.




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