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Knights of badassdom: la solita vecchia storia

Un film che poteva fare colpo critico ma segna un cinque con il dado.

Abbiamo atteso questo film da quando abbiamo visto il trailer la prima volta.
Una combinazione di fantasy, LARP, Summer Glau e Peter Dinklage e una colonna sonora principalmente metal. 
Cosa può andare storto con questi presupposti?
Forse appunto che avevamo aspettative troppo alte, un errore che spesso non si può fare a meno di commettere.
In sostanza la trama è a seguente:
per distrarre il migliore amico dalla recente rottura con la fidanzata, il cantante metal Joe, due larpers decidono di portarlo, con un “inganno”, ad uno dei loro raduni. Ma durante una sessione di gioco il gruppo evoca accidentalmente una sanguinosa succube. Si troveranno a doverla affrontare con poche armi vere e una scorta di spade in lattice.

Di per sé la storia non è impostata male!
Semplice ed efficace per il tema trattato.
Il primo problema risiede nel fatto che, come al solito, i giocatori di ruolo vengono dipinti come degli sfigati, disadattati sociali, che hanno un unico neurone in comune e se lo passano durante i raduni. Forse la prendiamo un po' troppo sul serio, non è da escludere, ma il fatto è che se si continua a vendere un determinato tipo di immagine, l'idea generale rimarrà sempre la stessa. 



Non che i giocatori di ruolo smetteranno di partecipare agli eventi ma si preclude la possibilità alla massa di scoprire un'attività potenzialmente divertente e stimolante.
Il secondo problema è il tipo di comicità scelta.
La questione non è ci lamentiamo del fatto che sia una commedia, anche se sarebbe stato per una volta carino sfruttare l'occasione per farne un film serio, ma visto che si è preferito metterla sul ridere si potevano scegliere degli sketch un po' più ispirati, invece delle solite battute da due soldi.
Sappiamo che è possibile fare commedie che facciano effettivamente ridere, piuttosto che film banali, con dialoghi banali e scelte trite e ritrite. 
Innovazione? Non crediamo sia così strana come parola.
Nonostante lo sconfortante svolgersi degli eventi abbiamo veduto tutti gli 85 minuti per scoprire se era possibile che migliorasse o, addirittura, peggiorasse.
Qualche scena carina si trova, come l'allenamento con il conteggio dei danni oppure lo scontro con le scimmie nel bosco,  poche scene che ci hanno fatto sorridere.
La battaglia finale, di cui non vi spoilereremo niente, è quasi, diciamo quasi, coinvolgente. Ha alzato leggermente il tiro, rispetto al resto del film senza però salvarlo del tutto.
Nel complesso è sicuramente meglio di Unicorn city, ce ne voleva per essere peggio di quell'imbarazzante film, ma non ancora a livello di ciò che vorremmo effettivamente vedere. Almeno può supportare una colonna sonora gradevole e un cast che incuriosisce  il Nerd.
Infatti Peter Dinklage è sempre uno spettacolo, così come Summer Glau per cui a volte basta pensare al bagaglio di grandi ruoli che ha sulle spalle.
Ryan Kwanten, invece, ha la solita espressione da quello che non sa cosa gli sta accadendo intorno, la bocca spalancata e gli occhi vuoti, tutto ciò che avevamo già visto in True blood.
Joe Lynch, regista che fino ad ora non ha prodotto nulla di particolarmente rilevante, poteva dare un colpo in più alla sua carriera con un buon prodotto e invece ha preferito uniformarsi alla massa rimanendo negli schemi.

Tirando le somme, se non vi aspettate nulla di che non rimarrete delusi, se invece speravate -di nuovo- in qualcosa di emozionante ed epico, bè ce n'è ancora di strada da fare!
Aspettiamo il prossimo tentativo.

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