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La viaggiatrice di O: streghe, negromanti e viaggi nel tempo

Ci sono alcuni romanzi che possono essere considerati di passaggio.
Da piccoli i nostri genitori scelgono le letture da sottoporci, poi a scuola gli insegnanti ci assegnano i primi libri da leggere, nel frattempo noi abbiamo cominciato a farci un'idea di quello che ci può piacere o meno. Nonostante questo non siamo ancora arrivati al punto di sapere esattamente quello che vorremmo comprare, o prendere in prestito in biblioteca, stiamo ancora provando un po' di questo e un po' di quello. 
Poi, ad un certo punto, troviamo un libro di cui ci ispira particolarmente la copertina, non ne abbiamo mai sentito parlare, probabilmente perché non è molto innovativo oppure non è scritto in maniera eccellente, eppure ci intriga e così decidiamo di affrontare l'avventura.
Si rivelerà essere una lettura leggera, potenzialmente piacevole, ci farà divertire e anche un po' emozionare. Da momento in cui arriveremo all'ultima pagina cominceremo a chiederci se ci sono altri romanzi del genere, magari qualcosa di un po' più articolato. Ne leggeremo un altro simile, poi un altro ancora, quindi uno con un numero maggiore di pagine e un seguito, insomma è come se avessimo attraversato una porta definendo i nostri gusti.
Una volta cresciuti, anni dopo, ritroveremo quel primo libro, sorrideremo e lo metteremo da parte riconoscendo la spinta che ci ha dato ma anche comprendendo quale sia il suo effettivo valore letterario.
Non dico che questo sia un assioma universale, ovviamente per molti sarà andata in modo diverso, potete sempre raccontarcelo.

Ora, per quanto ci riguarda, ognuno in redazione ha uno o più libri del genere e quando ce ne capita uno tra le mani ormai lo riconosciamo a vista. Ammettiamo che riteniamo tale il primo romanzo, pubblicato dalla casa editrice Nord, di Elena Cabiati -La viaggiatrice di O- , un fantasy semplice che profuma di casa.
La trama infatti è ambientata proprio a Torino, Gala -diminutivo di Galatea- è una strega molto potente, è in grado di volare, viaggiare nel tempo, trasformarsi e prevedere il futuro, nonostante la giovane età. È rimasta sola poiché i suoi genitori sono stati esiliati dal mondo di O.
L'Ordine dei Viaggianti però decide di assegnarle un tutore a causa del suo temperamento ribelle e della sua conseguente allergia alle regole. Insieme a Kundo, dovrà tornare indietro nel tempo per salvare dalla distruzione un prezioso manoscritto. Ma non tutto va come ci si aspettava..
Tra magia nera e negromanti, Gala scoprirà segreti legati al suo passato.

Per quanto si dica “Mai giudicare un libro dalla copertina” a volte funziona proprio così, che ci piaccia o no, soprattutto se si ha a che fare con un pubblico giovane. Per cui un bel disegno accattivante appaga l'occhio e ti rende propenso a dare un'opportunità a un volume rispetto ad un altro dell'apparenza incredibilmente noiosa. Bè non è certo un mistero. Nel caso de “La viaggiatrice di O” i bei toni dal blu al viola di Paolo Barbieri colpiscono subito, così come hanno dato una spintarella alle saghe della Troisi.
Elena Cabiati è al suo primo romanzo, si sente quanto sia appassionata e affezionata alla sua storia e a ciò che rappresenta, vuole bene alla sua protagonista, e noi piacciono quelli che ci mettono il cuore. 
Le facciamo un grande in bocca al lupo.

Commenti (1)

Luigi
29/11/2012 13:38:02
Per me è andata proprio così. Fino a 10 anni ho letto un po' di tutto, soprattutto horror per ragazzi, fino a quando non mi sono cimentato in qualcosa di più "pesante" : il sotterraneo della morte, di Emilio Salgari, comprato a scuola, quasi per caso, su un catalogo. Rimasi così affascinato dalla prospettiva di avere un contesto storico a far da sfondo alla trama, che da allora capii che il romanzo storico è la mia passione. Il fantasy è venuto dopo, in modo del tutto slegato da questa esperienza iniziatica, ed ancora adesso credo che il mio genere prediletto sia il romanzo storico.