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Recensione

Chaos Head: la teoria del Caos

Se in Welcome to the NHK il protagonista era un hikikomori e la sua vita veniva sconvolta da eventi tutto sommato “normali”, in Chaos Head il nostro protagonista è un hikikomori che si trova ad affrontare problemi ben più grossi e inverosimili. 
Per i pochi che non lo sapessero, hikikomori è una persona che vive isolata, al di fuori della realtà e con conseguenti problemi sociali: non è qualcosa di fittizio, è un fenomeno dilagante e preoccupante in Giappone, ma la sociologia non fa per noi.
Piuttosto siamo qui per raccontarvi la vicenda di un ragazzo delle superiori a tal punto depresso, deluso e schizofrenico da ritrovarsi intrappolato in un mondo irreale.

Takumi Nishijō è, come già accennato, un liceale di Tokyo interessato solo a quanto accade tra le mura di casa sua, vincolato al suo computer e affezionato in maniera un po’ disturbata a un’action figure che rappresenta una bella ragazza, unico contatto con l’universo femminile.
La sua vita, così come quella di molte altre persone, viene sconvolta da una serie di omicidi efferati nel quartiere di Shibuya, in seguito al fenomeno della cosiddetta Follia della Newgeneration: la cosa più strana è che i fatti non dovrebbero coinvolgere un hikikomori staccato dal mondo. Il ragazzo ha però la sfortuna di esser preso di mira dai “cattivi” per un potere innato che lui stesso non sa di avere e che scoprirà solo incontrando Sena Aoi, una bellissima e determinata studentessa con l’abilità straordinaria di rendere reale ciò che non lo è, a condizione che lei lo desideri davvero.
Tale capacità prende forma nella D-sword, una spada invincibile che le persone comuni non sono in grado di vedere. Si schierano così i gigalomaniac come lei e Takumi da un lato e gente normale controllata mentalmente dalla Newgene dall’altro, scontrandosi in un mondo irreale con armi irreali, provocando però reazioni emotive e fisiche concrete.

In una trama alquanto intricata e della quale esistono molteplici versioni, in cui il confine tra bene e male è molto labile, vi daremo solo pochi altri input: ragazzine in divisa liceale armate di enormi spade che a tratti paiono seminare il panico a Tokyo, a tratti sembrano voler difendere la loro città. Affascinante anche se un po’ fine a se stessa come trovata, la storia sembra trovare un collante nel personaggio di Takumi, paranoico e schizofrenico, un megalomane depresso che non è in grado di distinguere la realtà dall’immaginazione: un momento lo si può vedere alla ricerca della D-sword per salvare se stesso e sconfiggere la follia in corso, e il momento dopo ci troviamo a osservare catastrofi che sembrano distruggere Tokyo… e poi ancora rapimenti, sevizie e crudeltà ma anche momenti di amore un po’ infilati
a caso.
Le tavole di Sakaki Nagako sono senza dubbio ben disegnate e piuttosto chiare ed esplicite: non mancano arti mozzati e sapienti inquadrature molto sceniche.
Tuttavia il problema fondamentale è il carattere confusionario dell’intreccio, a prima vista alquanto sconclusionato, che impedisce una lettura scorrevole e richiede continue interruzioni per cercare di trovare un filo logico o tornare indietro a controllare che non ci siamo persi qualcosa di importante. Ma forse è proprio l’intento dell’autore quello di convogliare l’idea di caos che dall’HEAd del protagonista si riflette in maniera sconcertante sul lettore.
Se non ci fosse il sottofondo della confusione mentale del protagonista sarebbe un manga senza senso, privo di connessioni logiche; paradossalmente quindi è il suo stesso caos mentale a salvare il fumetto dal cestino.

Ma non siamo troppo duri con l’autrice, è lei stessa a rivelarci che siamo di fronte alla sua prima opera e anche se non sempre è in grado di portare avanti il pathos e la suspense che ci si aspetterebbe in circostanze simili, in generale è un manga piacevole alla lettura. Inoltre se lo si considera in relazione alle sue origini guadagna qualche giustificazione in più.
Per concludere vi riveliamo dunque l’arcano: il manga è uno shonen tratto dall’omonima visual novel (ovvero un videogioco strutturato a mo’ di romanzo d’avventura interattivo) prodotta dalla collaborazione di 5gp. e Nitroplus. Vi è anche un anime con lo stesso titolo antecedente al manga e alcuni cd che non solo comprendono l’OST del videogioco e dell’anime, ma anche le registrazioni di una serie di puntate andate in onda su una web radio giapponese per promuovere il videogame.

1 agosto 2012, 09:01

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